Home Approfondimenti CasaPound risponde al prof. Tedesco: “Pronti al confronto, venga a trovarci”

CasaPound risponde al prof. Tedesco: “Pronti al confronto, venga a trovarci”

CasaPound Tedesco, prof


Roma, 25 nov – Luca Tedesco, professore associato in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, confessa di passare spesso accanto alla sede di CasaPound e di avere la “forte, fortissima tentazione” di curiosare, di citofonare e andare a “dare un’occhiata”. Ammette però di essere frenato dalla “codardia” e teme comunque di trovare “le porte sbarrate”. Scrive così una lettera – pubblicata sulla rivista Il Pensiero Storico – al neorettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tommaso Montanari, esortandolo ad accompagnarlo nel misterioso “covo”. Pubblichiamo di seguito la replica di CasaPound al prof. Tedesco che la redazione de Il Pensiero Storico non ha voluto riportare sul proprio sito affermando che “per deontologia accademica la rivista non pubblica lettere di partiti o di movimenti politici, siano questi di destra o di sinistra”.

La risposta di CasaPound al professor Luca Tedesco

Gentile direttore,
Abbiamo letto con molto interesse la lettera aperta che il professor Luca Tedesco, dalle colonne del vostro sito, ha inviato al neo rettore Tomaso Montanari a proposito dell’antifascismo e del necessario dialogo con i «neofascisti». In questi tempi di conformismo ottuso, l’invito al confronto risulta sempre apprezzabile. Tedesco confessa di passare spesso accanto alla sede di CasaPound Italia, in via Napoleone III numero 8 e di avere ogni volta la tentazione di citofonare e venire a «dare un’occhiata» e «curiosare nella “tana neofascista”». Il docente confessa anche – e la sincerità è comunque ammirevole – di essere frenato da una certa «codardia» e dal «timore di non saper gestire la probabile diffidenza, l’ostilità». Paventa, addirittura, il «rischio di trovare le porte sbarrate, se non addirittura lo scherno o un sonoro calcio nel culo».



Rassicuriamo il professore Tedesco: le porte di CasaPound non sono affatto sbarrate. Le risparmiamo il lungo elenco di personalità della politica, del giornalismo, della cultura, di ogni schieramento e opinione, passate in questi anni da via Napoleone III, lo può trovare facilmente on line. Vi figurano onorevoli, docenti, giornalisti, volti televisivi, persino ex brigatisti. Quello che meno facilmente si comprende dall’esterno è il fatto che la sede di Cpi sia da anni meta di un pellegrinaggio costante e giornaliero di curiosi, simpatizzanti e antipatizzanti intelligenti. Gente che, non conosciuta e non attesa, si fa avanti, suona il citofono e trova sempre un militante pronto a mostrare il palazzo e spiegare la storia del movimento.

Se, tuttavia, può essere d’aiuto per superare gli attacchi di codardia fulminante, rivolgiamo qui, approfittando della disponibilità di questa rivista, un invito pubblico al professor Tedesco: venga a trovarci. Parliamone pubblicamente, del fascismo, dell’antifascismo e soprattutto dei problemi di oggi che questo surreale dibattito pseudo storico intende esorcizzare. Organizziamo un incontro pubblico e confrontiamoci.

Fissiamo solo una regola (la cui trasgressione non comporterà «calci nel culo», mentre sullo scherno non possiamo dare garanzie): con tutto il rispetto per don Milani, ma se il presupposto è di andare a cercare a casa loro i «neofascisti» se «non tornano», il confronto parte male, forse non dovrebbe partire per niente. Noi non abbiamo alcuna intenzione di «tornare» nel perimetro del conformismo culturale per mendicare una legittimità politica che ci siamo comunque presi da soli. Del resto, rispetto ai missionari di qualunque risma, le nostre simpatie vanno semmai ai «selvaggi» che li mettevano nel pentolone. Ci si può confrontare solo se si ha il coraggio di guardarsi negli occhi, lasciando che i differenti restino differenti. Aspettando un cortese riscontro dal professore Tedesco, ringraziamo Il Pensiero Storico per l’ospitalità concessa.
Cordialmente,
la direzione di CasaPound Italia

 

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2 Commenti

  1. Un bellissimo commento, guidato da intelligenza storica, è l’ora di finirla con questo antifascismo, è l’ora che questi signori rispettino le idee politiche anche di chi non la pensa proprio come loro, hanno i loro bei santi in paradiso e la spavalderia di chi l’ha fatta franca, io, fossi in loro non proverei di nuovo a sfidare la sorte.

  2. Con i nemici o presunti tali bisogna trattare, prima o poi. Il rifiuto della loro esistenza e la “codardia” di aprire un dialogo sono un vulnus di immagine e l’implicita ammissione di superiorità dell’altro.

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