Paola Bacchiddu in bikini
Paola Bacchiddu in bikini

Roma, 07 mag- A me la foto di Paola Bacchiddu, responsabile comunicazione per la lista Tsipras, in bikini non ha scandalizzato per niente. Certo principalmente perché mostra un bel culo, ma c’è dell’altro. Non mi ha scandalizzato, devo ammetterlo, neppure l’uso strumentale, per finalità politica se così vogliamo dire, che la Bacchiddu ha voluto fare del proprio culo. Con una storia di voti comprati, rubati, persi, presi per i fondelli,  buttati e poi ritrovati nei cassonetti, l’italiano medio dovrebbe fare di tutto tranne che attribuire un valore sacrale al voto, indignandosi se qualcuno usa le proprie grazie per raccattarne una manciata in più. Il voto, così come le elezioni sono una scelta tattica e la bella giornalista ha messo in atto il piano b. Di certo non mi ha scandalizzato neppure l’ira prevedibile dei probiviri ottusi che si sono scagliati con dure reprimende ed offese sui social: “Eh no cara Paola – mi sembra di sentirli – se si è davvero portatori di ideali non si deve mercificare il proprio corpo”. Soprattutto se è un bel corpo, aggiungo io, perché fosse stato un cesso voi sareste qui a scrivere un articolo impegnato e chicchettoso a difesa del diritto dei cessi a farsi i selfie al sedere, mentre io avrei preso il vostro posto nel riempire la bacheca della sciagurata di turno di commenti tipo “che schifo” o “pussa via”.

Non sono quindi scandalizzato, sono sorpreso. E non solo perché mai mi sarei aspettato di trovare un culo del genere nella lista Tsipras, ma soprattutto sorpreso che una formazione di sinistra usi una tecnica comunicativa di questo tipo dopo 20 anni di critica accesa, con tanto di girotondi, conferenze, saggi e perfino corsi di laurea all’università, al berlusconismo e alla sua cultura di nani e veline.  I casi Bacchiddu e ancor di più Boschi dimostrano invece come la sinistra abbia rotto, merito anche di Renzi, il tabù della bellezza in politica, dopo anni di predicozzi in cui sembrava che il volto di una donna civilmente impegnata non potesse che assumere le sembianze di Rosy Bindi o Luciana Littizzetto.

Bacchiddu promossa a pieni voti? Dipende cosa si intende, sul lato politico senz’altro no. Se infatti è apprezzabile il tentativo di scardinare anni di falso moralismo e bigottismo a sinistra sul corpo delle donne, non si può dire che la giornalista sia riuscita a portare fino in fondo le premesse. Dal suo profilo si è infatti subito affrettata a precisare che si è trattato di «un post giocoso ed ironico» di «una cosa fatta a nome mio che non c’entra nulla con la campagna comunicativa», asserendo che «la lista Tsipras fatica a finire sui giornali per le nostre iniziative. Oggi per esempio Barbara Spinelli era a Ventotene e fra due giorni saremo a L’Aquila. È incredibile che per attirare l’attenzione su una lista candidata alle elezioni europee ci voglia un bikini”. Insomma Bacchiddu a chi la vuoi dare a bere? Non facciamo della pantomima. Un culo è un culo.  Non è ironico se di sinistra e volgare se di destra, come la compagna Zanardo ci ha insegnato a credere e come tu vorresti lasciare intendere. Se volevi far parlare del programma della lista Tsipras usavi un set diverso dagli yacht ormeggiati. Proprio per questo non mi stupisce affatto che nessuno nemmeno oggi si sia interessato alla visita di Barbara Spinelli a L’Aquila, mentre tutti siamo qui a discutere sul tuo culo.

Luca Cielocamminatore

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