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Roma, 4 apr – Lo abbiamo ripetuto in tutte le salse: accedere ai fondi del Mes, con tutte le condizionalità previste dal relativo trattato, vorrebbe dire portarci la Troika in casa e farci fare la fine della Grecia. Questo Giuseppe Conte lo sa benissimo. È per questo che, pur volendo utilizzare il denaro del cosiddetto «fondo salva-Stati» (in realtà affossa-Stati), il premier sta tentando di rimuovere tutte le «condizionalità» che il Mes comporta. Impresa non facile, visto il «nein» di Berlino. Impresa ancora più difficile se, a trattare con Bruxelles per conto dell’Italia, c’è un ostruzionista come Alessandro Rivera.

La quinta colonna di Bruxelles

Chi è costui? Ebbene Alessandro Rivera è l’attuale direttore generale del Tesoro. In quanto tale, è lui l’uomo deputato a rappresentare l’Italia alla riunione dell’Eurogruppo del prossimo 7 aprile. Martedì, infatti, i dirigenti dei ministeri delle Finanze dei vari Stati membri Ue dovranno decidere sul da farsi. E, al centro del tavolo, ci sarà appunto il dossier con su scritto «Mes». Il problema però è che, mentre Conte e Gualtieri si stanno arrabattando per far rimuovere i vincoli pendenti sui miliardi del «fondo salva-Stati», Rivera sta mettendo loro i bastoni tra le ruote, seguendo fedelmente il dettato dei suoi omologhi europei: se l’Italia vuole i soldi del Mes, allora dovrà ripagarli fino all’ultimo centesimo, con riforme-capestro e future misure da lacrime e sangue. A quel punto, la riforma Fornero e il fiscal compact sembreranno al confronto delle manovre espansive…

Rivera contro il governo

Come rivelato da un retroscena della Stampa, che cita «fonti di governo», sia Conte che Gualtieri sarebbero alquanto indispettiti dalla condotta di Rivera. Un problema non da poco, visto che il direttore generale del Tesoro persegue una strategia che metterebbe una seria ipoteca su numerose generazioni di italiani. È la nemesi del deep state, di quello «Stato profondo» che agisce spesso a prescindere dagli esecutivi, e talvolta addirittura contro di essi. Stando poi a quanto riferisce La Verità, Rivera risponde al profilo del perfetto burocrate. Già negoziatore di punta nei salvataggi bancari di Banca Etruria, delle ex Popolari venete e nell’aumento precauzionale del Monte dei Paschi di Siena, Rivera è stato promosso a direttore generale del Tesoro dall’ex ministro Giovanni Tria, ossia la «quinta colonna» di Mattarella nel governo gialloverde. La promozione di Rivera, del resto, avvenne nonostante il parere contrario del M5S. Rivera si è dunque trasformato nel mattatore della rivincita dei tecnici, evidentemente poco propensi a rispettare la volontà dei governanti che – fatto inaudito – sono stati eletti dal popolo. Peccato solo che, a rimetterci, saranno ancora una volta gli italiani.

Valerio Benedetti

5 Commenti

  1. Nobilastro Pontificio , come Gentiloni …..

    Qual’ era il PEGGIOR stato fra gli stati Italiani ???? Quello Pontificio …
    il Migliore ? La Serenisima Republica de Venexia ….

    2+2 fa SEMPRE 4 ……

    TOGLIAMOCI DAI COGLIONI i NOBILASTRI AQUILANI !!!!!!
    Incapaci per ben 1000 ANNI !!!!

    Perchè dovrebbero essere migliorati ?????
    Anzi , son pure PEGGIORATII !!!!!

    Ridateci Cecco Beppe !!!!

    ein volk ein reich ein könig

  2. SONO RIUSCITO A CONSERVARE UNA BOTTIGLIA DI PROSECCO….DOVESSE CREPARE IL SIG RIVERA POTREBBE ESSERE UN OCCASIONE PER STAPPARLA.. ONORE A BENITO MUSSOLINI

  3. La faccia è tutto un programma.Come minimo è un servo inconscio dei banchieri occulti stranieri e loro istituzioni finanziarie che creano a costo zero il denaro in forma privata(la BCE e la Banca d’italia sono private!!).Questi si sono già comperati e si compreranno a due lire i beni privati e pubblici in cambio della loro carta che invece deve stampare solo lo stato sovrano.Queste oligarchie occulte hanno anche imposto tramite i loro burattini nostrani le famose riforme che altro non sono che l’impoverimento generale del popolo italiano con stipendi e pensioni ridotti a livelli cinesi e con la rimozione di ogni garanzia di un lavoro duraturo che permetta ad un giovane di aprire un mutuo (ex articolo 18)
    Se fosse anche in malafede e quindi conscio sia di chi è burattino che delle conseguenze drammatiche del mes per l’Italia, speriamo che venga poi processato per alto tradimento

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