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Roma, 16 ott – E’ scontro totale tra governo e Vincenzo De Luca dopo che il presidente della Campania ha deciso di chiudere le scuole della regione per via dell’aumento dei contagi. “Chiudere così di blocco la scuola secondo me non è la migliore soluzione“, è il commento a caldo del premier Giuseppe Conte in tarda serata, al termine della prima giornata del Consiglio europeo a Bruxelles. Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina giudica “gravissima” la decisione, perché “in Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0,80%. Se c’è crescita contagi non è di certo colpa della scuola”.

Azzolina: “Lasciare gli studenti a casa è inaccettabile”

Se non vogliamo sacrificare la scuola – fa presente la Azzolina – si può lavorare per lo smart working ancora di più. La mattina non sono solo gli studenti a salire sui mezzi. Lasciare gli studenti a casa è inaccettabile se vogliamo considerare i numeri dei contagi nelle scuole. Si devono spalmare su tutti gli altri settori le necessità sul prendere o non prendere i trasporti”, che per esempio può riguardare “un dipendente pubblico”, puntualizza la “ministra” grillina. Insomma, visto che andare a scuola è sicuro, bisogna intervenire sul sovraffollamento del trasporto locale.

Conte: “Chiudere di blocco tutte le scuole non è un buon segnale da dare”

“Abbiamo lavorato tanto – sottolinea Conte da Bruxelles – e abbiamo detto che a scuola ci sarebbero state delle criticità. Ma ogni anno che si aprono le scuole ci sono criticità: abbiamo lavorato per realizzare condizioni di sicurezza e anche dai risultati emersi la curva del contagio è molto molto bassa, come confermato anche dall’Iss”. “Questo significa – prosegue il premier – che si è lavorato in modo proficuo, realizzando condizioni di sicurezza per i nostri ragazzi. E’ merito anche della grande attenzione riposta dai dirigenti scolastici e dal personale”. Alla domanda se il governo impugnerà la decisione, “sono decisioni collegiali – risponde Conte -. Ricordo che, per come abbiamo formato l’architettura normativa, le singole Regioni possono adottare misure più restrittive”. Poi il premier torna a bacchettare il governatore campano: “Dico semplicemente, e ne ho parlato con Vincenzo De Luca, che chiudere di blocco tutte le scuole è una soluzione che sembra a portata di mano, molto facile, ma anche dal punto di vista dei segnali che diamo, non è il miglior segnale che stiamo dando“, fa presente. Conte poi sul fronte dei contagi dice di non aspettarsi “un lockdown su Milano”.

Il semi lockdown di De Luca

Sospensione dal 16 al 30 ottobre delle attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie, ma anche per le università, fatta eccezione per gli studenti del primo anno. E’ quanto stabilisce l’ordinanza del governatore De Luca. “In relazione alla situazione epidemiologica esistente – si legge in una nota della Regione Campania – sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile“. Una sorta di semi lockdown, per intenderci. Oltre allo stop alla didattica in presenza, dovuto – recita la nota della Regione – al “livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico”, l’ordinanza vieta “le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente”. Sono infine sospese le attività di circoli ludici e ricreativi si raccomanda agli enti e uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza. A tutti gli esercizi di ristorazione, inoltre, è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21, mentre resta consentita la consegna a domicilio senza limiti di orario.

L’ordinanza di De Luca rappresenta un pericoloso precedente nei già molto delicati rapporti tra Stato e Regioni in questa fase dell’emergenza coronavirus o presunta tale (visto e considerato che sintomatici e ricoverati sono davvero pochi rispetto ai positivi) e alla luce delle restrizioni imposte dal nuovo Dpcm.

Adolfo Spezzaferro

7 Commenti

  1. Vince’, fatti rispettare.
    Blocca da fuori tutte le case e butta a mare le chiavi dei catenacci.
    Solo così il virus lo facciamo secco.

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