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de luca accusa la RaggiRoma, 5 lug –  “Ho visto la Raggi alla finestra del Campidoglio. Mi sono intenerito. L’ho vista come una bambolina imbambolata. Ha proposto il web Cencelli e non si è ancora insediata la giunta. Guardo con terrore a quando metterà le mani sui quartieri e sul trasporto pubblico locale. Mi dispiace per Roma ma questa è la conferma che Dio c’è”. Proprio “bambolina imbambolata” sarebbe l’insulto definito sessista dalla dirigenza del PD e rivolto al neo sindaco di Roma dal Presidente della Regione Campania.



Se è vero che ormai la politica avanza a colpi di tweet e demonizzazioni dell’avversario via social, è pur vero che Renzi -immediatamente corso ai ripari bacchettando un esponente di spicco del suo partito- può aver utilizzato la frase in questione in maniera strumentale. Si, perché De Luca non è proprio un convinto “militante renziano” e da sempre tra i due i rapporti sono appesi ad un filo che il premier non rompe per non perdere il governo della Campania. Il modo di porsi dell’ex sindaco di Salerno è sempre apparso ai più risolutorio, la sua dialettica barocca ma seguita da un certo pragmatismo amministrativo gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “sceriffo” ed è riuscito addirittura ad essere apprezzato da una parte dell’elettorato di destra. Fatto questo distinguo antropologico e politico sembra più chiaro perché sia nata la polemica per una frase che, onestamente, non ci sembra affatto sessista. Piuttosto è una battuta, è una frase ironica anche se a ben vedere è molto più attinente alla realtà rispetto al solito noioso intervento politicamente corretto di Renzi che ha detto: “Buon lavoro e in bocca al lupo alla Raggi, […] se vogliamo davvero affermare una dinamica diversa nelle relazioni dobbiamo fare un primo passo noi”. E’ più attinente alla realtà semplicemente perché Virginia Raggi non ha mai avuto fin ora nessun tipo di esperienza politica e amministrativa di rilievo e amministrare Roma, oltre che essere un onore, vuol dire lottare contro il peggior affarismo burocratico che si possa immaginare in un comune. O si hanno i peli sullo stomaco o non se ne esce vivi. O si combatte contro tutto e tutti o non basteranno di certo i pareri dei grillini sul web.

Quindi, alla fine, De Luca è stato accusato per un qualcosa che non sussiste (il sessismo)e sulla parte della frase politicamente meno rilevante, ma la cosa che fa più ridere è che Renzi è corso in difesa di chi ha stritolato il suo partito alle amministrative della capitale d’Italia per condurre la sua straziante lotta interna al partito. E’ chiaro che il presidente del Consiglio non bastava: al coro dell’indignazione femminista da quattro spiccioli doveva per forza unirsi anche Maria Elena Boschi, simbolo muliebre di questo governo svirilizzato: “credo che Enzo De Luca abbia utilizzato parole sbagliate e ingiuste verso Virginia Raggi. Che è una donna, una professionista e è la sindaca di tutti i romani, avendo vinto le elezioni”.  Come a dire “è una donna, quindi a prescindere va difesa”, praticamente sessismo al contrario.
Se questo è il partito erede del PCI…”aridatece baffone”.

Aurelio Pagani



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