Roma, 1 ago – Nel suo consueto editoriale, Stefano Feltri, direttore di Domani, ha apertamente rivendicato il diritto di “demonizzare” le destre come unica strategia vincente affinché la sinistra non perda le prossime elezioni.

Demonizzare la destra per salvare la Costituzione

Feltri sembra accorgersi della scorrettezza o almeno dell’ambiguità di demonizzare gli avversari politici, ma risolve presto il proprio conflitto interiore fra vedere in questo un errore o un’opportunità: “C’è una differenza sostanziale tra questi due approcci: uno fa perdere le elezioni, l’altro le fa vincere”. Insomma, pur di vincere vale tutto.

Il giornalista continua il suo ragionamento con una citazione a Games of Thrones: “L’unica strategia sensata è serrare i ranghi e schierare tutti i soldati disponibili a reggere l’urto dei non-morti che assediano non il castello di Grande Inverno, come in Game of Thrones, ma la Costituzione”. Ma se la Costituzione fosse una fortezza sembrerebbe più che altro quella de Il deserto dei tartari in cui il nemico non arriva mai. L’allarmismo e la mobilitazione della sinistra per la Costituzione in pericolo sono solo pretesti per creare nemici immaginari da poter demonizzare, sono finzioni dove nascondere il vuoto di contenuti e idee.

Feltri continua con un processo alle intenzioni, contestando alla destra di aver “imparato a dissimulare” e nascondere il proprio ineliminabile cripto-fascismo. Una colpa atavica che il direttore di Domani non riesce a esplicare del tutto, limitandosi a parlare di “pulsioni pericolose” e del fatto che “ciò che è a rischio non è la possibilità della maggioranza di decidere, ma il diritto delle minoranze a non essere schiacciate”.

La risposta di Giorgia Meloni

Non si è fatta attendere la replica della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che denuncia “l’odio diffuso in modo scientifico e consapevole da parte della sinistra”, il quale rappresenta “un elemento molto pericoloso per la nostra democrazia”. La Meloni incalza chiedendosi: “se io e Fratelli d’Italia, come gli altri esponenti di centrodestra, siamo meno che umani, cioè dei demoni che si accingono a devastare l’Italia e il mondo, non dovrebbe essere legittimo, o addirittura doveroso, fermarci con ogni mezzo?”.

Per la presidente di FdI la risposta è chiara, la demonizzazione politica conduce alla violenza: “C’è qualcuno che vuole esitare davanti alla possibilità di fermare con la violenza le forze del male?”. Bisognerebbe quindi “stigmatizzare” chi demonizza i propri avversari politici e richiamare tutti ad “un comportamento responsabile”.

La sinistra non sa perdere

Come scriveva il pensatore tedesco Ernst Jünger: “È un errore ricorrente il credere che la cavalleria debba poggiare sulla reciprocità: questa pertiene più al suo eros che al suo ethos”. In altre parole, il piacere di affrontare il proprio avversario ad armi pari è qualcosa di più profondo di un’etichetta morale. Un piacere che evidentemente certa sinistra non ha.

Quello di cui non si avvede nemmeno certa destra, è che la demonizzazione e l’assolutizzazione del proprio nemico va al di là dei contenuti, è questione di metodo. Per la sinistra, demonizzare l’avversario è vuoto esercizio di potere. È un atavico noi contro loro. Come tradisce lo stesso Feltri, quando afferma che “Veltroni ha perso, poi ci siamo beccati tre anni di Berlusconi”, la vera preoccupazione è quella di mantenere le posizioni di dominio. È quindi impossibile per la destra farsi accettare dalla sinistra come concorrente legittimo. In fin dei conti, per la sinistra l’unico avversario buono è quello che è stato battuto.

Michele Iozzino

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4 Commenti

  1. piddi : prototipo di dementi , demoni professionisti dell odio e della menzogna , criminali da Gulag

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