Roma, 12 apr – L’infallibile SuperMario Draghi, lodato e incensato aprioristicamente dalla grancassa mediatica di casa nostra, ci regala un’altra gaffe imbarazzante. Partorita durante una conferenza stampa ad Algeri, dove il premier si è recato insieme al ministro degli Esteri per siglare un nuovo accordo per la fornitura di gas all’Italia. “Buonasera a tutti, è un grande, grandissimo piacere essere oggi ad Algeri. Voglio ringraziare il presidente Tebboune, il premier Benabderrahmane e il governo algerino per la calorosa accoglienza”, esordisce il primo ministro. Poi lo scivolone clamoroso: “I rapporti tra Italia e Argentina hanno radici profonde…”.

 

Draghi confonde l’Algeria con l’Argentina. Avesse comprato una vocale…

Senza alcun dubbio, d’altronde a tutti sono noti gli storici legami tra la nostra nazione e il Paese sudamericano, con i primi italiani che emigrano in Argentina addirittura all’inizio del Seicento. Peccato che Draghi non fosse a Buenos Aires ma ad Algeri, capitale dell’Algeria. “Compra una vocale”, avrebbe consigliato Mike Bongiorno, bastava quella per non sbagliarsi. Sta di fatto che SuperMario ci ha ormai abituato ai lapsus clamorosi, a tal punto da generare perplessità pure tra gli acritici apologeti della sua figura.

Ovviamente, e ci mancherebbe altro, sul sito del governo la gaffe è stata rimossa. “I rapporti tra Italia e Algeria hanno radici profonde”, riporta la nota. Corretto, se non fosse che il video non mente e Draghi adesso teme di scavalcare persino Toninelli nel Guinness delle sciocchezze istituzionali.

Il ricordo di Enrico Mattei

Battute a parte, al premier riconosciamo almeno di aver ricordato un grande italiano che con i governi del Nord Africa ebbe davvero un rapporto profondo e fondamentale per la crescita della nostra nazione: Enrico Mattei.
“Oggi pomeriggio saluterò la comunità italiana, la cui presenza risale già all’Ottocento. L’Algeria è il primo partner commerciale dell’Italia nel continente africano e l’interscambio tra i nostri Paesi è in forte crescita. A novembre, c’è stata la visita del Presidente della Repubblica con l’intitolazione del giardino ‘Enrico Mattei’. Mattei è stato un grande protagonista della collaborazione tra i nostri Paesi, una collaborazione che oggi rafforziamo ulteriormente”. Avverbio finale rivedibile per eccesso di autostima. Ma in questo caso possiamo pure accettarlo.

Eugenio Palazzini

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