Roma, 12 apr – “Se l’Europa non decide, si preveda un tetto che valga in Italia sul prezzo del gas comprato all’ingrosso”: lo chiede al governo Carlo Bonomi. In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confindustria spiega che “è fattibilissimo. L’Arera, l’autorità dell’energia, convoca gli importatori di gas e chiede trasparenza. Può farlo. Dobbiamo sapere quanto pagano il gas e conoscere la durata dei contratti. Non credo che gli importatori comprino tutto ai prezzi di mercato, impazziti, di questa fase. Capiremo così come applicare un tetto e quali sono i profitti sull’ elettricità. Quest’ultima viene rivenduta a tariffe che riflettono l’altissimo prezzo di mercato attuale del gas: vedremo se c’è chi specula“.

Bonomi a Draghi: “Se l’Europa non decide, mettiamo noi il tetto al prezzo del gas”

Per il numero uno di Confindustria dunque non bisogna aspettare l’Ue e mettere subito un tetto al prezzo del gas, smascherando così le speculazioni. Bonomi sottolinea che la difesa dell’industria è un fattore di sicurezza nazionale, perché crea reddito e lavoro. Confindustria inoltre un cambio di passo sugli impianti di fonti rinnovabili fermi per mancanza di autorizzazioni. E chiede di riservare alle imprese una quota di energia prodotta da rinnovabili che rifletta i costi effettivi di produzione. Nonché di aumentare la produzione di gas nazionale oltre quanto già deciso fino ad oggi. A parità di condizioni, immaginando che lo choc sull’energia perduri e anzi possa aggravarsi, si prevede “una crescita attorno al 2%. Cioè quanto già conseguito con la spinta derivata dall’anno scorso, senza nuovo sviluppo”, sostiene Bonomi. Bisogna rendersi conto “che la velocità della ripresa ha rallentato da ben prima della guerra”, precisa il numero uno degli industriali.

“Avevamo chiesto legge di Bilancio orientata alla crescita, si è sprecata occasione”

I segnali di frenata “iniziano nell’autunno scorso. Come Confindustria avevamo chiesto una legge di Bilancio orientata alla crescita, ma si è sprecata un’occasione“. Se “si fossero usati meglio gli spazi in legge di Bilancio, ci sarebbero state le risorse per sostenere le fasce più colpite dalla pandemia – giovani e donne -, anche a favore della competitività. Avremmo avuto un cuscinetto di fronte agli choc”, fa presente Bonomi.

Il problema dell’energia in Italia è più acuto rispetto ad altri Paesi: “La Francia ha il nucleare e ha avviato sei nuove centrali. La Germania produce elettricità anche con il carbone e discute seriamente di rinviare l’uscita di scena del nucleare. Per noi la quota di elettricità prodotta dal gas è molto più alta e questo rischia di diventare un handicap per le imprese, proprio perché il gas è rincarato molto più delle altre fonti di energia. Per noi la quota di elettricità prodotta dal gas è molto più alta persino che in Germania“, sottolinea il numero uno di Confindustria.

Con i prezzi attuali, “degli aumenti in bolletta pari a circa 40 miliardi, 36 saranno a carico di imprese e famiglie. Si rischia che quel 16-20% attuale di imprese che oggi riducono la produzione diventino il 50%“. Ecco perché il governo deve intervenire subito e con misure efficaci. Non basta siglare accordi per sopperire alle forniture di gas russo.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. siamo sempre lì:
    il maledetto stato ha abdicato alla sua funzione primaria,che è garantire il benessere dei propri cittadini.

    lo si vede da tante cose…
    – prima di tutto dal fatto che ha rinunciato a punire severamente il crimine:oggi fa solo lo stretto indispensabile badando a spendere il meno possibile in carceri,prevenzione e repressione,
    – poi con la demolizione della sanità (tranne quella dei politici,che è sempre di altissimo livello)
    – poi con la protezione della integrità territoriale e dello stile di vita
    (sbarco libero dei clandestini e mancato rimpatrio degli irregolari,quindi forte aumento della criminalità micro e macro e netto calo della qualità della vita)
    – poi con l’assoggettare i cittadini italiani a leggi e potentati esteri (nato,usa,ue)
    passando al di sopra del parlamento e delle leggi interne,
    e infine…
    tra le altre cose,

    abdicando totalmente al mercato la funzione di regolazione dei prezzi,
    permettendo così la cosa PIU SCHIFOSA E IMMONDA che un essere umano possa fare
    in vita sua:
    la speculazione al rialzo sulle materie prime.

    con il risultato che questi bastardi parassiti fecciosi e lebbrosi comprano futures
    su grano,mais,energia,
    olio ecc mesi interi prima che vengano messi sul mercato,
    e poi alzano artificialmente i prezzi razionando le vendite durante le crisi…
    crisi come questa che stiamo vivendo.

    lo ammetto,non sono addentro alle complessità dell’economia….
    ma di una cosa sono certo:
    c’è molta gente che ci guadagna in modo abominevole,
    da questa guerra:
    e NON è putin,e nemmeno gli ucraini…
    però sono quasi sicuramente gli stessi che PRIMA hanno fomentato in ogni modo questa guerra,e ADESSO spingono perchè prosegua.

    esseri repellenti,che reputo INDEGNI di appartenere alla razza umana,
    e spero proprio che una volta che si saranno posate le polveri di questa guerra,
    qualcuno del governo russo e ucraino vada a cercarli,dovunque siano:
    e si faccia dare delle spiegazioni….
    esattamente come hanno fatto gli ebrei con i nazisti,dopo la seconda guerra mondiale.

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