Roma, 7 nov – Da mesi l’agorà mediatica e politica appare unicamente concentrata sull’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Una partita istituzionale di valore, che determinerà gli equilibri degli anni futuri. Comprensibile, pertanto, che sul tema si concentrino le maggiori attenzioni sulla tematica, provando ad influenzare e determinare la scelta del nuovo inquilino del Quirinale.



Anche su queste colonne abbiamo spesso trattato l’argomento ed espresso considerazioni sugli scenari che potrebbero delinearsi fino all’inizio di febbraio. Tuttavia, è doveroso denunciare gli aspetti negativi che stanno purtroppo derivando dal dibattito, comportando una marginalizzazione delle problematiche dei cittadini italiani.

Così l’elezione del Presidente della Repubblica testimonia la distanza tra politica e cittadini

In primis, urge ribadire come il popolo si ritenga tristemente distante dalle manovre politiche interne ai “palazzi del potere”. Un risentimento che è spesso sfociato nell’astensionismo elettorale o nell’improduttivo voto di protesta. Tale sfiducia verso la politica dovrebbe bastare per invogliare i dirigenti di partito ed i mass-media a modificare la propria comunicazione. Concentrarsi su un tema unico come l’elezione del Presidente della Repubblica non riavvicinerà certo gli italiani allo scenario nazionale.

Inoltre, nella drammatica crisi che stiamo (ancora) attraversando, produrre ulteriore scollamento tra cittadini e politica rischia di rivelarsi fatale. I primi sarebbero, giustamente, in attesa di proposte e soluzioni su tematiche maggiormente prioritarie del successore di Mattarella. Fisco, restrizioni pandemiche, giustizia, immigrazione clandestina ed occupazione rappresenterebbero tematiche di reale interesse per gli italiani. In particolar modo se il tanto atteso Recovery Fund dell’Unione Europea si sta rivelando poco più di un mero insieme colmo di annunci roboanti e buoni propositi.

Siamo dinanzi alla prospettiva di ulteriori tre mesi in cui la politica sarà colpevolmente distante dai reali interessi dei cittadini. Uno scenario che certamente non favorirà il ritrovo di serenità sociale e di fiducia nelle nostre istituzioni di cui sarebbe auspicabile disporre.

Tommaso Alessandro De Filippo

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6 Commenti

  1. Caro Tommaso,
    quello che scrivi è sacrosanto, tuttavia io segnalerei una cosa molto più importante e più grave: la volontà della totalità dei partiti di avvallare la proposta di eleggere Draghi come un super presidente, con poteri di guida ed influenza della politica al disopra del CDM.
    Io potrei anche essere d’accordo su una forma di presidenzialismo, ma per arrivare a ciò deve essere prima di tutto emendata la costituzione (con tutti i passaggi necessari), inoltre un presidente con tali poteri deve essere immediatamente eletto con suffragio universale e non nominato da pseudo rappresentanti politici che ormai non riflettono neanche più l’elettorato italiano.
    Siamo difronte a prove tecniche di totalitarismo e nessuno alza un dito…

  2. per esserci uno scollamento dal paese reale bisogna
    che il pdr sia UN GARANTE, del paese reale:
    finchè è soltanto un sottopancia dei partiti e
    delle istituzioni sarà sempre e soltanto una figura assolutamente inutile,per i cittadini italiani:
    un morto che cammina,che non ha altra funzione che tutelare
    gli interessi occulti o palesi dei pochi…funzionari,magistrati,politici e partiti
    CONTRO quelli dei molti,cioè noi.

    volete che i cittadini italiani smettando di ritenerlo meno importante di un monopattino usato?

    istituite l’elezione diretta,
    SIA
    del presidente della repubblica che
    del presidente del consiglio,
    modificando la formula del loro giuramento di fedeltà…
    in modo che la loro lealtà vada
    ai SOLI cittadini italiani:
    NON ad un sistema che ormai è marcito fino alla putrefazione.

    solo così saranno veramente importanti per noi
    quando saranno i nostri garanti e i nostri baluardi:

    perchè se vogliono la nostra lealtà…
    dovranno guadagnarsela,
    e adesso non lo stanno facendo.

  3. Io eleggerei Bergoglio.
    Perché si può?
    Certo che si può.
    Ma è il papa.
    E con ciò? Lo sai che gli spetterebbe di diritto. Lo sai che Il palazzo del Quirinale era la sede dei papi? Lo sai che Pio IX fu praticamente cacciato dalla sua sede?
    E poi?
    E poi Bergoglio se lo merita.
    Perché ?
    Parla la stessa lingua politichese e mette d’accordo tutte le confessioni religiose.
    E poi ?
    Poi va d’accordo con la Lamorgese.
    E poi?
    E poi è simpatico a tutta la sinistra.
    E poi?
    Mo’ basta, Bergoglio mi piace e lo voglio al Quirinale.

  4. La politica non è mai stata vicina all’interesse dei cittadini, super partes.
    L’ho scritto da oltre 10 anni
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2010/01/15/rappresentanti-dei-propri-interessi/

    Infatti non avendo niente a che spartire con le attuali forze politiche i cittadini che hanno un cervello funzionante non votano da anni e sono in continuo aumento.

    L’unico rammarico è che potrebbero crearsi un partito anziché continuare a subire in maniera ben poco intelligente la dittatura della minoranza.

  5. Condivido titolo, testo e tutti e quattro i commenti (anche quello che parrebbe portare molto lontano…), ma aggiungerei un particolare. Come si fa a non pensare anche oggi a quello che è accaduto al Presidente Leone? Arriveremo ad un repetita iuvant?

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