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Roma, 27 mag – Il suo nome si sta facendo largo tra i possibili candidati del centrodestra per le elezioni a sindaco di Roma. A puntare forte su di lui è in particolare Fratelli d’Italia. Stiamo parlando di Enrico Michetti, professore di diritto amministrativo e «tribuno» a Radio Radio, nota emittente della capitale. Ma se la sua candidatura non è ancora ufficiale, Michetti ha già fatto impazzire la sinistra proponendo, in tempi di Covid, di fare uso del saluto romano. Il motivo? «È più igienico».



Michetti e il saluto romano

In una delle sue trasmissioni su Radio Radio, il professore ha affermato di essere ben cosciente che la sua posizione potrebbe suscitare l’indignazione della sinistra, ma questo non lo preoccupa affatto: «Se per qualcuno il saluto romano è rievocativo del fascismo e del nazismo, è un problema suo», ha dichiarato Michetti con nonchalance. Insomma, prima di essere riesumato da D’Annunzio a Fiume e poi adottato dalle camicie nere, in origine questa forma di saluto non era politicamente connotata. E anzi, in tempi di distanziamento forzato, può essere una valida alternativa al gomito e al pugno.

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Da Trilussa a Feltri

L’uscita sul saluto romano di Michetti, che i sondaggi già vedono in forte ascesa, farà senz’altro discutere. Così come avevano suscitato malcontenti politicamente corretti le dichiarazioni di Vittorio Feltri sullo stesso argomento. Il direttore di Libero, nella sua difesa del saluto romano, aveva del resto citato un valido alleato, e cioè Trilussa. Il celebre poeta vernacolare romano, infatti, è autore del componimento La stretta de mano, che così recita: «Quella de dà la mano a chicchessia, / nun è certo un’usanza troppo bella: / te pò succede ch’hai da strigne quella / d’un ladro, d’un ruffiano o d’una spia. / Deppiù la mano, asciutta o sudarella, / quann’ha toccato quarche porcheria, / contiè er bacillo d’una malatia, / che t’entra in bocca e va ne le budella. / Invece a salutà romanamente, / ce se guadagna un tanto co l’iggiene, / eppoi nun c’è pericolo de gnente. / Perché la mossa te viè a dì in sostanza: / “Semo amiconi… se volemo bene… / ma restamo a ‘na debbita distanza”».

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. Finalmente qualcuno ha la forza di esprimere ciò che affermavo durante i seminari medicali dal 1986 in poi.
    Bene e buona continuazione tenendo presente che, sempre per correttezza, segnalavo anche il saluto a pugno chiuso (un po’ anaerobico).

  2. Scientificamente corretto! Adoro il saluto romano, il “baciamo le mani” , il saluto militare o il semplice Salve, ovvero SALUS-SALUTIS in ligua latina la nostra madre lingua: non quella neo orwelliana dei dittatorelli del social !

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