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Roma, 25 nov – Forse non a tutti voi sarà noto il nome di Aurelio Mancuso, ma è stato Segretario Nazionale Arcigay dal 2002 al 2007, poi presidente nazionale di Arcigay dal 2007 al 2010 e ora è presidente di Equality Italia. Insomma, uno che in teoria di movimento Lgbt ne sa qualcosa. E sul suo blog di Huffington Post, l’ex presidente Arcigay ha attaccato frontalmente il movimento Lgbt in Italia, accusando i suoi militanti di essere i primi a discriminare le donne, proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.



Ex presidente Arcigay: “Lgbt discrimina le donne”

Il titolo del pezzo è “Il machismo gay e trans contro le donne”. Nell’intervento, l’ex presidente di Arcigay scrive che  “da tempo è in atto in tutto il mondo Occidentale uno scontro fortissimo provocato da militanti e associazioni gay e trans contro la libertà di espressione di tante donne”. “Non si può nascondere che anche dentro il movimento Lgbt italiano da mesi sui social volano insulti pesanti nei confronti delle donne che si oppongono all’omologazione transchilista; non di meno sono stati furibondi gli attacchi verso le lesbiche che sono contrarie all’utero in affitto“. Tutti questi attacchi li ricordiamo molto bene e più volte abbiamo stigmatizzato il “cortocircuito” in corpo al movimento Lgbt sull’argomento.

“No alla compravendita dei bambini”

Parlando della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’ex presidente di Arcigay scrive: “Se questa giornata ha un senso bisogna con chiarezza denunciare che maschi gay, militanti trans, donne transfemministe, discriminano e insultano tutte le persone, in particolare le donne, non conformi al pensiero dominante (sostenuto colpevolmente dai gruppi dirigenti del centro sinistra), che si oppongono alla mercificazione dei corpi, alla compravendita dei bambini, alla cancellazione della differenza sessuale“.

E non gli piace nemmeno il Ddl Zan

Mancuso, infatti, sostiene anche chi, in seno alla comunità gay, ha avuto perplessità sul  DDL Zan, sarebbe “stato sommerso di improperi”. Per Mancuso, infatti, il provvedimento sarebbe assai “pasticciato” (colpa della fretta di “metterlo al mondo”?) e nel movimento gay sarebbe “diffusa un’avversione e un’emarginazione di tutte le posizioni contrarie all’asessualizzazione dei corpi”. “Ognuna e ognuno ha diritto di percepirsi uomo o donna, al di là del sesso di appartenenza; nessuno però può negare il valore della differenza sessuale e le sue implicazioni giuridiche e sociali” dice ancora l’ex presidente di Arcigay, con un’incredibile lucidità. “In questa Giornata sarebbe auspicabile un passo in avanti di comprensione reciproca, ma per ora sono le donne biologiche a essere attaccate e discriminate. E non è una buona notizia“, conclude ancora Mancuso.

Ilaria Paoletti



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