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Roma, 28 nov – I sovranisti accumulano consenso perché parlano troppo in televisione. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Il sottinteso è: se Salvini e la Meloni parlassero meno, ecco che la loro popolarità evaporerebbe e la sinistra, come d’incanto, tornerà a vincere. Non è il soviet supremo ad averlo detto, ma poco ci manca. E se vi sembra roba da romanzo distopico, leggete pure che cosa scrive Claudio Cerasa: la Rai – sostiene il direttore del Foglio – «è incomprensibilmente occupata dai partiti che si trovano all’opposizione (sia nei programmi di approfondimento sia nelle rubriche curate dalle varie testate la Lega ha avuto più spazio di tutti)». La soluzione? Semplice: il Pd e Italia Viva dovrebbero «occuparsi della Rai e magari tornare a occuparla, in attesa che Silvio Berlusconi torni a far pesare il suo splendido conflitto di interessi ridimensionando almeno sulle sue reti l’egemonia del salvinismo e dei suoi trucidissimi cantori».

L’«inquinamento culturale»

La stessa musica si può ascoltare anche sfogliando le pagine del Fatto Quotidiano. Pure sul giornale diretto da Marco Travaglio, infatti, ci si lamenta della sovraesposizione mediatica di Salvini e si invoca, pertanto, l’oscuramento catodico dei sovranisti. Per Gad Lerner, interpellato dal Fatto, ci sarebbe «una sudditanza psicologica di molte trasmissioni, che accettano supinamente che l’agenda degli argomenti da trattare in tv sia quella imposta dalla presenza di Salvini». Sempre secondo il comunista con il Rolex, «il leghista ha plasmato il gergo di alcune trasmissioni, si è reso protagonista di un inquinamento culturale».

Due pesi e due misure

Ma non si tratta solo di minutaggi. Secondo Andrea Scanzi, Salvini «va solo dove gli fanno interviste sdraiate». A vedere come la Gruber ha tentato addirittura di bullizzarlo, si direbbe proprio di no. E sostenere questa sciocchezza mentre a Carola Rackete venivano lustrate le natiche da Fabio Fazio sulla Rai, diventa addirittura ridicolo. E non è finita qui: per Lucia Annunziata, anch’ella intervistata dal Fatto Quotidiano, «il leader della Lega si porta dietro la considerazione di uno che fa ascolti. In realtà mi sembra una illusione e, anzi, credo che da questo punto di vista Salvini, come i suoi colleghi, soffra di grande usura dovuta al suo protagonismo». Ma pure questa sembra una balla: come fa notare Francesco Borgonovo su La Verità, martedì sera Salvini era ospite di Bianca Berlinguer, la quale «ha tenuto attaccati allo schermo 1.208.000 spettatori, pari a uno share del 5,4%. Tanto per fare un confronto: su La7 Dimartedì di Giovanni Floris ha totalizzato 1.008.000 spettatori con uno share del 4,5%».

I sovranisti verrebbero votati lo stesso

Insomma, Salvini e i sovranisti tirano, Zingaretti e compagni annoiano. Ma non è solo questo il punto. La Lega rimane pur sempre il primo partito italiano e ha il consenso di un terzo degli elettori. È così strano che venga spesso invitato in tv? Inoltre, come la mettiamo con il fatto che Giorgia Meloni ha lo stesso minutaggio televisivo di Renzi, sebbene Fratelli d’Italia abbia il doppio delle preferenze di Italia Viva? Ma il punto, forse, non è neanche questo. È che la sinistra, in crisi di credibilità e con i nervi a fior di pelle, scambia le cause con gli effetti: non è vero che i sovranisti hanno i consensi perché vanno tanto in tv, ma è proprio perché hanno consenso che vengono chiamati così tanto nelle varie trasmissioni. E, anche oscurandoli, continuerebbero comunque a essere votati. Con buona pace del soviet supremo.

Valerio Benedetti  

5 Commenti

  1. La televisione è intrisa di programmi mono culturali, proni al politicamente corretto: Piazza Pulita, Propaganda, Di Martedì, 8 e mezzo, qualsiasi trasmissione di Rai 3, Che Tempo Che Fa, L’assedio, e potrei continuare. Tutti, e sottolineo, tutti i conduttori hanno una propensione politica dichiarata, sempre incline alla sinistra. Sulle reti Media Set, debbono comunque mantenere la Par Condicio, che gli altri si rifiutano di attuare, tenendo conto che: MARIA Giordano, (non penserete, veramente, che sia un uomo!), Paolo del Debbio, e Porro sono dei servi, del Berlusconismo, e non hanno mai, realmente, una conduzione che sia intransigente verso i farabutti di sinistra. Detto questo, è ridicolo, affermare, che i politici di destra, vanno solo dove hanno dell’interviste servili. Come asserito dall’autore, vengono spesso brutalizzati dal conduttore di turno. Questa è una dittatura di pensiero e informazione, io mi sono dovuto rifugiare nelle serie televisive e opere video ludiche, per non venir ammorbato da questi divulgatori di menzogne. Almeno non fossi obbligato a pagare il canone, potrei scegliere, invece debbo versare una gabella e in più non posso guardare nulla che non sia semplice intrattenimento. Molti, come me, l’hanno capito, se ci concederanno il permesso di votare, potremo dimostrare come la pensiamo.

  2. Le “tre scimmiette” in foto non hanno ancora capito che MENO PARLANO e miglior figura fanno ……
    Se parliamo di ESTETICA , fanno cagare pure se stanno in silenzio .

  3. Ogni giorno la sua pena, ora i tutori dell’ordine pubblico hanno scoperto che chi ha la opportunita’ di parlare e’ facilitato e gridano come starne di limitare la liberta’ di espressione e cambiare le comparsate. Prima e fino a ieri gli intervistati erano 3 di sinistra contro un povero cristo di centro -destra con l’intervistatore schierato. Da domani si parleranno tra loro tutti di sinistra ripristinando una regola aurea ” la televisione e’ cosa nostra” e gli altri , la feccia, si arrangio. Alla faccia della democrazia e con la favccia di bronzo. Meraviglia che in questo plotone di esecuzione della democrazia ci sia iscritto anche travaglio ma gia’ da piccolo aveva denunciato questa devianza. Ne prendiamo atto ed il resto e’ noia. Per ora.

  4. In fotografia: da sinistra: Lavinia WHATELEY, Wilbur WHATELEY e… un ABITATORE del PROFONDO. O, a scelta: la COSA sulla SOGLIA…..

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