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G7 immigratiTaormina (Ct), 27 mag – Il clima divide, il commercio fa arrivare ai ferri corti Trump e la Merkel, mentre sul terrorismo si arriva ad una dichiarazione comune molto di prammatica ma poco di sostanza. Il G7 di Taormina è sostanzialmente un flop, con la ciliegina sulla torta del mancato accordo sul tema immigrati, rispetto al quale anzi lo scontro sembra più aperto che mai.

Il premier Gentiloni sperava di convincere i partner a sposare la linea buonista del governo italiano, per tutta risposta si è arrivati ad un testo infarcito di luoghi comuni, che ha suscitato perfino le ire delle Ong preoccupate di perdere il business. Accanto alla retorica sui “diritti dei migranti” e specialmente delle donne e dei minori non accompagnati, infatti, il documento afferma esplicitamente la necessità di proteggere i confini e controllare i flussi: “Vengono riaffermati – si legge nelle bozze che circolano in queste ore – i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli di immigrazione”. Tradotto in altre parole: non bastava l’incapacità dell’Ue nel distribuire chi arriva sulle coste italiane, anche il G7 certifica che se Roma intende proseguire sulla strada dell’accoglienza indiscriminata dovrà fare da sola, senza che gli altri Paesi si accollino l’onere di seguire Boldrini ed epigoni nella loro politica.

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