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Roma, 29 lug – Riforma della giustizia, governo spaccato: Cdm sospeso, M5S verso l’astensione. “O si cambia o per noi l’intesa non c’è”, è la linea dei 5 Stelle, che chiedono che per tutti i reati di mafia non scatti l’improcedibilità. Mentre nella bozza di mediazione le “deroghe” riguarderebbero solo i reati previsti dagli articoli 416 bis e ter (associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso). “Così non ci stiamo”, avvertono fonti grilline. E ora si parla di possibile astensione in Cdm da parte dei ministri M5S.



Giustizia, Cdm inizia in ritardo e poi viene sospeso

Il Consiglio dei ministri, convocato per le 11.30, è iniziato con oltre due ore di ritardo, inizialmente senza i ministri grillini (erano a un vertice con l’ex premier Conte). Ora la riunione del Cdm è stata sospesa. Il confronto tra il premier Mario Draghi e la maggioranza è serrato ma non si trova la quadra. Draghi vorrebbe chiudere la partita entro oggi per far sì che il provvedimento del ministro della Giustizia Cartabia sbarchi alla Camera già domani. Nel centrodestra c’è chi assicura che “al 99% si chiude oggi”.

Il leader grillino in pectore Conte si mette di traverso

Il dato politico è che la partita con il M5S è tutt’altro che chiusa. Tra le file del Movimento c’è chi vorrebbe che la riforma slittasse e settembre, sorte che spetta già alla riforma del fisco e della concorrenza. Insomma, i pentastellati vogliono rimandare il più possibile la cancellazione di quell’obbrobrio sulla prescrizione dell’ex ministro Bonafede. In campo è sceso anche il leader grillino in pectore Giuseppe Conte. L’ex premier ha tenuto un vertice con i ministri a 5 Stelle e i capigruppo grillini di Camera e Senato per visionare e valutare la proposta del governo. Di fatto, per alzare l’asticella.

Il nodo improcedibilità

Nel dettaglio, mafia, droga, terrorismo e violenza sessuale sarebbero i reati per i quali si prevedono delle “proroghe” alla durata del processo di Appello e Cassazione, rispetto alle nuove norme sulla improcedibilità. Una delle ipotesi sul tavolo, apprende l’Agi, sarebbe quella di prevedere un tempo maggiore per i successivi gradi di giudizio in presenza di procedimenti complessi relativi ai reati sopracitati. In sostanza si lascerebbe flessibilità al giudice così da poter reiterare – dietro motivazioni – la richiesta di avere “più tempo” per gli altri gradi di giudizio. In tal modo si può derogare rispetto alle norme sull’improcedibilità.

Ma il M5S non ci sta

Ma il M5s non ci sta. I processi che riguardano i reati del 416 bis 1 – che agevolano l’attività delle associazioni di tipo mafioso o si avvalgono dell’appartenenza alla mafia oltre al concorso esterno – “non possono concludersi con un nulla di fatto“. E sulla questione i grillini sembrano intenzionati a non cedere: “Sulla mafia non si transige“. Si tratta di casi come il tentato omicidio, corruzione, tentata strage, estorsione, riciclaggio e sequestro di persona “commessi per agevolare la mafia”. I punti su cui restano le perplessità dei grillini riguardano sia l’esclusione dell’aggravante per mafia dalla platea dei processi “prorogabili” sia la cosiddetta complessità dei reati a cui non applicare la prescrizione. In questo ultimo caso perché il criterio è ritenuto troppo generico.

Salvini: “Spero che il M5S non la tiri lunga”

Dal canto suo, il leader della Lega Matteo Salvini punta a raggiungere un compromesso a strettissimo giro: “Spero che il M5S non la tiri lunga per altri giorni o settimane. Conto che entro oggi si chiuda, se nessuno si rimangia la parola data. Per quello che riguarda la Lega, la partita è chiusa”. Il Carroccio, lo ricordiamo, proprio per bypassare i grillini manettari punta soprattutto sul referendum della giustizia. Sempre nel centrodestra, anche il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani ha sentito Draghi per telefono e avrebbe chiesto di apportare “correttivi in senso garantista” in materia di procedura penale.

In ogni caso, secondo quanto risulta dagli accordi presi tra Conte e Beppe Grillo, una volta trovata la quadra in Cdm i 5 Stelle voteranno la fiducia al provvedimento.

Adolfo Spezzaferro

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