Renzi e DraghiRoma, 18 ago- Sono passati circa quindici giorni da quando il Presidente del Senato Pietro Grasso augurava a tutti i senatori: “Buone vacanze”. Ma, mentre la classe politica si trastulla nell’ozio, padre dei vizi, c’è qualcuno che lavora per tutti. È il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Qualcuno dice che la sua sedia comincia a scricchiolare, che la luna di miele con gli italiani è finita. Ma lui non se ne cura. Guarda e passa come l’Alighieri. Alla fine, il monello di Pontassieve batterà tutti sul tempo. La settimana scorsa Renzi ha girato tutto lo stivale promettendo agli italiani “nonostante la crisi, ce la faremo”.

Il giovane Matteo sembra, però, esser affetto da sindrome da iperattività. Si tratta di quel disturbo del comportamento caratterizzato da impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo dei bambini. Questo è uno dei rischi che corre una Nazione quando si sceglie un Premier troppo giovane. Ma a curare i suoi malanni ci penserà un grande luminare. In seguito vedremo chi è. Ora, però, andiamo con ordine per non perderci neanche una tappa di questa tourneè.

Mercoledì tredici agosto a Milano galvanizzava gli operai dei cantieri dell’Expo: “La tempistica dei lavori sarà rispettata. Ce la faremo, non lasceremo il futuro ai gufi e a chi scommette sul fallimento. Siamo al lavoro, sarà tutto pronto per il primo maggio 2015. E la data di inaugurazione dell’evento non sarà solo il no gufy day, sarà il giorno in cui chi ha lavorato e costruito qualcosa si sentirà partecipe della vittoria dell’Italia”. Il quattordici si è superato: Napoli, Reggio Calabria, Termini Imerese e Gela. Neanche Bartali macinava tanti chilometri in un sol giorno. Nel capoluogo partenopeo, il Buon Matteo promette quarantotto milioni per completare la bonifica dei suoli ex Italsider e sessantanove milioni per ricostruire il Museo di Città della Scienza. Milioni che cadono dal cielo. Così come a Reggio Calabria. Dove il premier promette la salvaguardia dei posti di lavoro sia per la Omeca-Finmeccanica, l’azienda dell’Ansaldo Breda, sia per il Porto di Gioia Tauro.

In Trinacria, poi,  il premier  ha superato se stesso. “Gela e Termini Imerese sono due capitali della crisi, non a torto considerate le situazioni più difficili del Paese”, ha evidenziato il capo del governo. “Dico che la priorità di questa terra è sicuramente quella di difendere l’investimento legato alle energie come chimica verde e bio energie”, ha sottolineato Renzi. Che ha suggellato anche questa visita con un tweet: “Primo presidente del consiglio in visita a Gela. Importante non essere l’ultimo”. Peccato che a Gela ha parlato con tutti tranne che con gli operai dell’Eni che rischiano di perder il posto di lavoro.

Poi a Ferragosto la moglie l’ha fermato con un tampone bagnato di cloroformio. Gli italiani sentitamente ringraziano.

Abbiamo tralasciato nel tour renziano Città della Pieve, ridente cittadina umbra, dove è avvenuto l’incontro con il capo della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Renzi ha, persino, affermato che non è la prima volta che incontra Draghi, Gran Maestro del piccolo Matteo.

Due giorni dopo, in conferenza stampa, il presidente della Bce ha detto due cose che acquistano un significato importante nell’attuale situazione italiana. La prima è che il Patto di stabilità va applicato così com’è. La seconda è che  bisogna creare di una cabina di regia europea per le riforme. Per l’Italia, praticamente, è pronto un Trattamento sanitario obbligatorio.  Nessun complotto. Tutto avviene alla luce del sole. Meglio così.

Una volta era diverso. C’era più pudore. Correva l’anno 1992, esattamente il 2 giugno, festa della Repubblica. Negli splendidi saloni del panfilo Britannia si davano appuntamento oltre cento tra banchieri, uomini d’affari, pezzi da novanta della finanza internazionale. A guidare la nostra delegazione Mario Draghi. Allora ai «signori della City» il giovane Direttore generale del Ministero del Tesoro illustrava per filo e per segno il maxi programma di dismissioni da parte dello Stato e di privatizzazioni. Un vero e proprio smantellamento dei nostri asset strategici che avrebbe preparato al grande attacco speculativo che avverrà qualche mese dopo. Guarda caso, tra gli invitati “eccellenti” del Britannia faceva capolino George Soros, capo del Quantum Fund, colui che ha tratto maggior beneficio dal crollo della Lira. A settembre si assistette ad una svalutazione del 30 per cento della nostra moneta che costringerà l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi a prosciugare le risorse della banca centrale (quasi 50 miliardi di dollari) per fronteggiare il maxi attacco speculativo.

In nome del rinnovamento e della rottamazione noi chiediamo consiglio a Mario Draghi.  Non cambiano né i medici né le medicine. Ma a proposito di malanni. Quale paziente continuerebbe a seguire la stessa terapia pur vedendo aggravarsi il suo male? Nessuna persona di buon senso. Questo dimostra che la società civile è lo specchio della sua classe dirigente. Lo hanno capito anche all’estero. Bono, leader degli U2, ha affermato: “Con Matteo Renzi, il nostro paese preferito (l’Italia ndr) ha la leadership che merita”. Con tanto di congratulations per l’amico Mateo. Oggi, dunque, siamo tutti renziani! Dai allora. Diamoci il cinque e facciamoci un bel selfie!

Salvatore Recupero

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