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immigratiBruxelles, 10 mag – Unica certezza: il dovere dell’accoglienza. Il resto è tutto molto vago.

Il piano Juncker sull’immigrazione che dovrebbe essere approvato mercoledì prossimo dalla Commissione europea sembra una sorta di scricchiolante operazione diplomatica per accontentare tutti senza risolvere niente.

La brillante soluzione individuata dall’Ue è quella di sparpagliare i nuovi arrivi su tutto il continente. Insomma, prenderli un po’ per uno. Il che può sembrare un passo avanti rispetto alla linea sin qui seguita, che era più o meno “la questione è un problema dell’Italia, Roma si arrangi”. Ma in realtà si tratta di una non-soluzione.

Cameron, per dire, ha già fatto sapere che di prendersi in casa degli immigrati che sbarcano a quasi 3000 km dalle coste britanniche non ci pensa proprio. E altri inevitabilmente lo seguiranno, primo perché questa Europa si basa sull’egoismo e quindi ognuno giustamente pensa per sé, secondo perché c’è la diffusa percezione che “prenderseli un po’ per uno” sia solo un modo per prendere tempo.

Del resto bisogna anche vedere i numeri: quanti immigrati spettano a ciascun paese? E in base a quale criterio? Se sono profughi non avranno diritto di libera circolazione? E se devono ricongiungersi a familiari che sono in altri paesi? Come fare a trattenerli dove non vogliono stare?

Gli altri punti del piano, del resto, sono ancor più fumosi. Prendiamo le ipotetiche missioni nei porti libici per sequestrare e distruggere i barconi dei trafficanti di esseri umani: come impostarle, se la Libia ha già detto che non ci sta? Si compiranno operazioni belliche unilaterali? Non abbiamo le palle per farlo. E allora che si fa?

Per non parlare del fatto che “distruggere i barconi” non si sa bene cosa voglia dire: come si fa a sapere che un’imbarcazione è una potenziale carretta destinata a viaggi della morte prima che venga riempita di immigrati? E se c’è un’organizzazione che gestisce un giro d’affari milionario, con richieste che arrivano da una folla sterminata di immigrati pronti a partire, davvero pensiamo di fermare tutto ciò eliminando uno, dieci o cento barconi?

Insomma, la grande novità europea sembra a tutti gli effetti un bluff. L’ennesimo, sulla pelle degli immigrati. E su quella degli europei.

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