Roma, 16 apr – La base grillina condanna le mosse del leader del M5S per tranquillizzare Ue, mercati e alleati militari. La crisi siriana ha mostrato il lato atlantista di Luigi Di Maio, scatenando le ire della componente più militante.
Se ti pieghi anche tu alle menzogne della Nato, degli Usa, dei francesi, degli inglesi senza mostrare un briciolo di sovranità perderai il mio voto e quello di tutti gli altri“, è l’avvertimento lanciato a “Giggino” da un militante sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle.

I 5 Stelle si son rivelati versipelle su ogni fronte, pur di dare l’impressione di essere “maturi” per governare il Paese. Esattamente un anno fa, il M5S – all’epoca anti Ue e anti Nato – fece votare agli iscritti sulla piattaforma Rousseau il programma Estero. Ebbene, uno dei punti chiave era un “ripensamento” dell’alleanza con la Nato a partire dalle basi Usa sul territorio italiano.

Dal canto suo, il deputato Manlio Di Stefano parlando a nome della base grillina, non ci andava tanto per il sottile: “La Nato gioca con le nostre vite. Il M5s si oppone da sempre a questa immonda strategia della tensione e chiede la partecipazione dell’Italia sia ridiscussa e sottoposta al giudizio degli italiani”.

All’epoca si parlava anche di un referendum apposito per sondare l’appoggio a un’eventuale uscita dalla Nato.

Possiamo immaginare, quindi, la delusione e la rabbia dei grillini nel vedere al Quirinale un Di Maio in versione atlantista rassicurare tutti (Mattarella in primis): “Restiamo a fianco dei nostri alleati”. E in merito all’odiata Ue, il leader pentastellato ha sottolineato quanto sia importante “farsi vedere compatta e unita”.

La base 5 Stelle è furiosa e sulla pagina Facebook del movimento si scatena: “Luigi scusa se te lo dico, ma dovevi dire ciò che ha detto Salvini”, “M5S sta con i criminali della Nato? Alle prossime elezioni sparirete”, “Ormai parli come Gentiloni“, “Spero vivamente che non siano parole di Di Maio queste, a fianco degli alleati, mentre assaltano un Paese sovrano”.

Di Maio cade proprio sul programma Estero, tradendo la posizione del M5S, che almeno sulla carta ripudia “ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera”. Questo significa che i 5 Stelle dovrebbero riconoscere la legittimità del governo di Bashar Al Assad e non di chi bombarda la Siria.
La base pentastellata ha sempre sostenuto posizioni anti atlantiste in modo netto: “I nostri governi hanno distrutto intere popolazioni, come quella siriana, seguendo l’interventismo occidentale della Nato, cui l’Italia ha colpevolmente prestato il fianco rompendo le relazioni diplomatiche con Damasco”, si legge nel programma.

Di Maio in persona, appena un anno fa, commentava così il raid missilistico Usa contro la base militare di Shayrat: “Tenete presente che i missili lanciati dagli Stati Uniti ci costano circa 60 milioni di dollari. Se avessero sganciato 60 milioni di dollari in banconote verso le popolazioni in difficoltà, non le avrebbero aiutate di più?”.

Quel “Giggetto” lì non c’è più. “Cos’è, Mattarella ha fatto trapelare che il governo andrà a te, Luigi? Per favore, meno lecchinaggio e più presa di posizione coerente con quanto fino a poco tempo fa sostenevi“, scrivono sulla pagina social.
Non v’è dubbio alcuno: Grillo e Casaleggio puntano sul nuovo Di Maio, allineato su posizioni identiche a quelle del tanto odiato Pd renziano. Il prezzo da pagare è perdere elettorato. Ma intanto Di Maio andrà al governo. Poi si vedrà.

Adolfo Spezzaferro

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  1. Segnalo un articolo di oggi 16 Aprile di Luciano Lago su http://www.controinformazione.info dal titolo;
    L’Ipoteca di Washington sul nuovo Governo in Italia

    “L’Italia non può togliere le sanzioni alla Russia senza subire gravi conseguenze». Con queste parole Kurt Volker, inviato speciale dell’amministrazione Trump per l’Ucraina, non intende lanciare un avvertimento, ma sottolineare un dato di fatto: «Sono misure europee, non italiane. Non rispettarle provocherebbe prima di tutto un problema con Bruxelles». Vedi: La Stampa

    Mentre il Quirinale è impegnato nelle consultazioni per un nuovo Governo ed i partiti usciti vincitori dalla ultime elezioni (coalizione di Centro destra e 5 Stelle) discutono sulla possibilità di aver l”incarico di Governo, viene allo scoperto il “padrone USA” a dettare le sue direttive per chiunque assuma il governo in Italia: le sanzioni con la Russia non si toccano anzi si incrementano, “ce lo chiede l’Europa” e ce lo chiede la NATO e Washington.

    Viene quindi alla luce quale sia il vero condizionamento dei poteri forti che esercitano una ipoteca di fatto sul Governo Italiano e di conseguenza su quello che rimane (poco o niente) della sovranità italiana già svenduta di fatto dai governi della sinistra.”

    Non c’è quindi da sorprendersi che anche il fighetto Di Maio si è allineato….
    Non c’è

  2. continua…
    Nessun problema di conseguenza ad approvare le prossime nuove sanzioni decretate da Washington da parte di Di Maio, se un domani al Governo, viste le frequentazioni che i 5 Stelle hanno avuto con le ambasciate USA e del Regno Unito ed i buoni rapporti instaurati anche con le Istituzione europee.

    D’altra parte Di Maio lo aveva detto che bisogna agire di concerto con la UE e nulla fa pensare che Di Maio voglia creare uno strappo con quanto verrà deciso da Bruxelles sulle nuove sanzioni alla alla Russia: Di Maio si accoderà così come si è accodato sull’euro e sulla NATO.

    Poco a poco, pezzo per pezzo, cade il finto travestimento farlocco da “rivoluzionari” che i 5 Stelle si erano dati per attirare il consenso di massa. Tutto come da copione: l’operazione Grillo coperta dai poteri internazionali per ingabbiare la protesta di massa è ormai andata a destinazione. Dal vecchio programma iniziale di uscire dall’euro e” farlo subito”, gridato da Grillo nelle piazze, non rimane più nulla.

    Non sappiamo se l’elettorato dei 5 Stelle che, con molta fiducia e ingenuità, ha dato il suo consenso ai “finti” rivoluzionari, si accorgerà dell’inganno, sarà comunque troppo tardi.
    Diverso il discorso per il leader della Lega Matteo Salvini a cui bisogna dare atto di essere stato l’unico capo di Partito italiano ad esprimere il dissenso sull’operazione USA di aggressione alla Siria, sulla base di un pretesto non dimostrato. Questo nonostante che Salvini si sia dichiarato in precedenza un sostenitore del presidente Trump. Vedi: Salvini: Missili in Siria un errore….

    Naturalmente questo dissenso di Salvini rispetto alla poltica estera dell’Italia, da sempre allineata agli USA, non rimarrà senza conseguenze come facile prevedere. Non è improbabile che Salvini e la Lega siano esclusi dall’incarico di Governo proprio per le posizioni di dissenso della Lega rispetto alle politiche europeiste e, cosa più grave, alle politiche filo atlantiste senza obiezioni, fino ad oggi sempre espresse dall’Italia.

    A questo punto forse anche Salvini potrebbe essere previdente e prenotarsi un suo villino ad Hammamet, in Tunisia, con vista mare, non si sa mai!

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