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simone di stefano sovranità2Roma, 11 mag – Stasera, alle ore 21, presso il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, Matteo Salvini incontrerà la cittadinanza romana per delineare le proposte da mettere in campo sul territorio. Insieme al leader leghista interverranno il senatore Raffaele Volpi, di “Noi con Salvini”, e Simone di Stefano, presidente di Sovranità. Ma in queste ore fa discutere anche la levata di scudi della sinistra in vista di una possibile visita del leader leghista al quartiere della Garbatella. Il quartiere in cui è cresciuto proprio Simone Di Stefano, che al Primato Nazionale dice: “Ma chi ha eletto Amendola re del quartiere? Questa finta romanità non ha nulla a che vedere con la città reale”.

Cosa possiamo dire dell’incontro del Brancaccio, con te, Salvini e il senatore Volpi?

L’incontro di stasera ha un forte valore politico e fa parte di un progetto volto a cacciare Marino da Roma, ma anche in senso più ampio a costruire un’alternativa al renzismo.

Si consolida il rapporto fra Sovranità e Matteo Salvini, quindi. Eppure non in tutte le elezioni locali siete riusciti a trovare un accordo politico. Perché?

È vero, non siamo riusciti a fare un’alleanza in tutti i territori. Credo che nella Lega alcuni debbano ancora recepire le indicazioni fatte a livello nazionale da Salvini. In consenso del segretario leghista travalica quello della Lega stessa. Penso a Bolzano, dove alcuni dirigenti regionali non hanno voluto l’accordo con CasaPound, con il quale oggi al ballottaggio ci sarebbe stato il nostro candidato anziché quello del centrodestra.

Forse in alcuni casi c’è la paura di perdere il voto moderato…

Ma Salvini in questi mesi ha fatto l’esatto contrario che cercare il voto moderato. Del resto chi sono oggi i moderati? Lupi, Alfano, è la gente delle conventicole, vicina ai partiti di potere. Nel popolo, invece, c’è tanta esasperazione. Salvini punta proprio a questa rabbia, magari a quella di chi non è andato a votare.

Torniamo a Roma. Oggi arriva Salvini e in questi giorni è parlato molto, oltre che dell’evento del Brancaccio, del veto che ha posto Amendola alla eventuale visita alla Garbatella. Chiederete il permesso dell’attore prima di andare in quel quartiere?

Sarebbe innanzitutto interessante scoprire chi ha incoronato Amendola “re della Garbatella”. È uno che alla Garbatella non si è mai visto, se non in un set cinematografico. È solo una operazione di marketing politico fatta dai centri sociali. Ultimamente va di moda fra di loro questa retorica della romanità strascicata e caciarona che è quella tipica di chi romano non è o lo è solo da poco. Questo finto accento popolaresco è tipico dei non romani, come spesso sono i buffoni dei centri sociali, per metà studenti fuori sede e per metà gente che viene da altre zone a fare l’alternativo in un quartiere costruito da Mussolini. Io che alla Garbatella sono nato e cresciuto, mi ricordo che nel 1993 il Movimento Sociale Italiano prese quasi il 30%. Altro che quartiere rosso.

Ma Salvini andrà davvero alla Garbatella? L’aria, in quel caso, si farebbe pesante…

Questo non lo so, io so solo che è impensabile che un eurodeputato venga minacciato pubblicamente e non abbia agibilità in qualsiasi quartiere della capitale d’Italia. Nessuno Stato serio può accettare una cosa del genere. Ma questo accade perché chiunque critica i centri sociali poi si vede bersagliato di interrogazioni parlamentari di vari parlamentari del Pd che difendono questa gente, che poi è la stessa che si veste di nero e va a sfasciare le vetrine.

Giorgio Nigra

1 commento

  1. Amendola chi? forse per caso il tossico,degli anni 70-80,divenuto celebre per film di autore(Vanzina?!), e ora esperto golfista con barca a vela al seguito…..il compagno amendola insomma!!! visto che te piace tanto la romanita…… vattene a fan culo te e la gentaccia tua

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