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Roma, 18 mag – Il vezzo di Giuseppe Conte di apostrofare con supponenza i giornalisti che fanno domande sgradite («Se lei ritiene di poter far meglio la terrò presente», l’ultima perla), benché accolto dall’omertà generale degli indignati in servizio permanente effettivo, è riuscito a far arrabbiare Enrico Mentana, che in un lungo post su Facebook ha bacchettato il premier. Nel duro sfogo social del direttore più amato dai semicolti, tuttavia, c’è un passaggio che sembra particolarmente interessante: «Se si pretende di parlare al Paese un giorno sì e l’altro pure, bisogna anche imparare ad ascoltarlo, soprattutto se non si è mai affrontata una elezione, e si è arrivati alla guida del governo per cooptazione». Alt, fermi tutti. Sembra proprio il classico argomento sul «premier non eletto dal popolo», seppur scritto in forma meno brutale.

I castiga-webeti

Sì, proprio l’argomento che il Mentana dei tempi d’oro avrebbe «blastato» e che soprattutto avrebbe scatenato le orde che idolatrano il direttore del Tg di La7. Sembra di vederli, con la Costituzione in una mano e la definizione di «analfabetismo funzionale» nell’altra, mentre spiegano a destra e a manca che l’Italia è una repubblica parlamentare e invocano soglie di sbarramento intellettuale per l’accesso al voto. E ora il loro guru che fa? Ricicla il medesimo discorso. Ora, intendiamoci: quello che dice Mentana ha un senso. Si tratta infatti di un ragionamento politico, sostanziale, non meramente formale. Il punto è che tale era anche l’obiezione di chi, certamente in modo impreciso, criticava i vari «premier non eletti dal popolo». Si trattava di una critica ad alcune alchimie di palazzo volte a escogitare modi sempre diversi per far governare il Paese da chi non aveva avuto un chiaro mandato popolare così come emerso dalle urne. Ma, da questo orecchio, i semicolti non ci hanno mai sentito. È quindi divertente e istruttivo provare a rispondere a Mentana utilizzando il classico armamentario argomentativo dei castiga-webeti.

Un premier “cooptato”

Dunque, per il giornalista, Conte avrebbe due punti deboli nel proprio curriculum (parliamo del curriculum politico, non quello professionale, su cui stendiamo un velo pietoso): a) non ha mai affrontato una elezione e b) è arrivato alla guida del governo per cooptazione. Ora, è chiaro che nessuna delle due obiezioni reggerebbe a un’analisi formalistica. Intanto perché «affrontare una elezione» è cosa assolutamente non richiesta per un presidente del Consiglio, e del resto da Ciampi a Monti, è accaduto più volte che a Palazzo Chigi sia finito qualcuno che, fino a quel momento, non aveva mai visto il proprio nome su una scheda elettorale. E, Costituzione alla mano, la cosa non fa nessuna differenza: essere o non essere stati eletto deputati o senatori è assolutamente ininfluente rispetto alla possibilità di essere nominati premier.

L’esame di “mentanismo”

Quanto al fatto di aver giovato di una «cooptazione», cosa si intende? Che Conte è stato messo lì dai partiti o che è stato arbitrariamente scelto da Mattarella? Ma questo è esattamente quanto previsto dalla Carta. In qualche modo, tutti i presidenti sono «cooptati», dato che non esiste altra via per accedere a tale ruolo che non passi dal libero gioco dei partiti presenti in Parlamento e dal loro confronto con il Quirinale. La frase di Mentana, quindi, non regge a un esame di «mentanismo». Anche se, come abbiamo detto, resta vera nella sua sostanza. Forse ora si capisce quanto certe capziosità abbiano fatto male al dibattito politico in questi anni, con la loro pretesa di irridere i legittimi argomenti dell’avversario e di relegare metà del Paese nel limbo dei minus habens.

Giorgio Nigra

4 Commenti

  1. Vorrei spezzare una lancia a favore di Mentana anche se è un renziano della prima ora, ognuno ha i suoi difetti, quello trattato sopra è un problema molto serio se parliamo di democrazia, la nostra costituzione crea dei vuoti tutti Italiani che lasciano troppo spazio ad interpretazioni, a partire dal presidente della repubblica, che, come è ormai noto, non è sopra le parti come dovrebbe essere, ma talvolta riesce a contagiare le decisioni politiche a proprio gradimento.

  2. Renziano, ma ex ultra-sinistro in gioventù, se non erro, un lottatore continuo: la crema elitaria, che emetteva condanne inappellabili sul loro giornalaio, ma non si sporcava più di tanto le mani… solo molotov! Per quanto riguarda la terzietà del quirinale, non dimentichiamoci la lunga, drammatica ed inqualificabile empasse prima di benevolmente concedere il governo alla coalizione giallo-verde…. tanto perché, come sempre, non c’era tempo da perdere!

  3. cabala live jewgiornalist niente di piu illuminati docet , merdana fuffaro renzaro piddaro il peggio del meglio
    ps rimetessero il canale di d.icke stop censura, stop covid dictatorshit!