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Bruxelles, 8 mag – Oggi alle 15 si riunirà nuovamente l’Eurogruppo, l’organo Ue composto dai ministri dell’Economia dell’eurozona. Sul tavolo della discussione c’è un unico dossier: quello del Mes. Quindi niente eurobond, niente mutualizzazione o monetizzazione del debito. Niente di quello, cioè, per cui si era «battuto» Giuseppe Conte. Insomma, per l’Italia la fregatura è ormai certa: il ministro Gualtieri non potrà far altro che accettare il Mes come unico strumento per affrontare l’emergenza coronavirus.

La supercazzola di Gentiloni

A rendere noti i dettagli è stato Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia. La riunione dell’Eurogruppo «deve cercare di dare attuazione alle decisioni che sono state prese ormai due settimane fa dai capi di Stato e di governo», ha spiegato l’ex premier ieri sera al Tg2 Post, confermando indirettamente che Conte, al Consiglio europeo, non ha affatto ottenuto una «vittoria storica», come da lui affermato, ma ha solo raccolto buffetti e pernacchie. Ad ogni modo, insieme al commissario Valdis Dombrovskis, ieri Gentiloni aveva diffuso una lettera inviata al presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mário Centeno, in cui precisava che il Mes verrà utilizzato solo per le spese sanitarie e che le tanto paventate condizioni non ci saranno. Quindi niente Troika? «Non c’è mai stata nessuna ipotesi di questo genere», ha assicurato Gentiloni al Tg2. «Si parla di una condizionalità», ha aggiunto, che è «la coerenza tra le spese che vengono fatte e gli obiettivi che sono indicati». Ah ok, quindi le condizioni ci sono…

Mes, ovvero il gioco delle tre carte

Il punto è che ora all’Italia serve liquidità per sostenere l’economia reale, non per far fronte a un’emergenza sanitaria che prima o poi finirà, lasciando macerie sociali immani. Ma, appunto, per questo il Mes non serve a un tubo e, anzi, se spendiamo quei soldi per aiutare famiglie e imprese, ecco che scatta quella «sola condizionalità» di cui ha parlato Gentiloni, spalancando la porta alla Troika. Dopo averci regalato questa pregevole supercazzola, l’ex premier passa a tessere le lodi del Mes, dicendoci che «questo è il vantaggio: lunga scadenza e tassi di interessi più favorevoli». Cari italiani, non vedete com’è bello e morbido questo cappio che stiamo per stringervi al collo?

Valerio Benedetti

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