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Roma, 8 mag – Tutti ammessi alla maturità. Ecco l’ordinanza del ministero dell’Istruzione: causa coronavirus gli studenti potranno sostenere l’esame di Stato indipendentemente dai voti in pagella. Gli esami avranno inizio il 17 giugno alle 8.30. Previsto, per quest’anno, sempre a causa dell’emergenza Covid-19, il solo colloquio orale. Niente prove scritte, quindi. Per quanto riguarda i crediti di accesso e il voto finale, il ministero assicura che si baseranno sul percorso realmente fatto dagli studenti. Ma è sul fronte riaperture a settembre che il governo giallofucsia è ancora in alto mare, con continue smentite e precisazioni. Ora, a quanto pare, per l’eventuale ritorno in classe si parla di un “minimo di scaglionamento” degli studenti e non più di 15 minuti di distanza tra l’ingresso di una classe e l’altra. Questo ovviamente perché negli istituti scolastici con molte sezioni e classi, c’è il rischio che gli ultimi entrerebbero a ridosso dell’orario di uscita.

Confermato l’esame in presenza, esperti permettendo

Nel dettaglio, nell’ordinanza che tra le altre cose stabilisce le modalità di svolgimento dell’esame di maturità (consultabile qui), si legge che “la prova orale si svolgerà in presenza (a meno che le condizioni epidemiologiche non lo consentano e con specifiche deroghe per casi particolari) davanti a una commissione composta da 6 membri interni e un Presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio”. Confermato insomma – salvo contrordini degli esperti – lo svolgimento della maturità a scuola. Per quanto riguarda la valutazione finale, il credito del triennio finale viene aumentato: potrà valere fino a 60 punti, anziché 40, come prima dell’emergenza. Al colloquio orale si potranno ottenere fino a 40 punti. L’anno in corso avrà un peso fino a 22 crediti.

Tutti promossi, anche in presenza di insufficienze

Manica larga causa coronavirus anche per le promozioni. “Gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline“. Ma – spiega l’ordinanza – “per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o, comunque, con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare, nella prima parte di settembre, quanto non è stato appreso”.

Rientro a settembre? “Tre scenari a seconda dell’andamento della pandemia”

Veniamo ora alle note dolenti: il rientro in classe a settembre. “Gli scenari ufficiali usciranno a giorni e saranno tre tipi di scenario a seconda del’andamento della pandemia“.Ad annunciarlo è Anna Ascani, sottosegretario all’Istruzione. “Dopo di che, un minimo di scaglionamento ci sarà, ma non ogni quarto d’ora altrimenti nei plessi più grandi si rischia di far entrare gli ultimi studenti a ridosso dell’orario di uscita, quindi non sarà così – chiarisce ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24 – . Quello che invece succederà è che non si potrà entrare e uscire tutti insieme, perché se dobbiamo evitare assembramenti all’interno delle classi li dobbiamo evitare anche in entrata e in uscita o annulleremmo ogni sforzo”.

“I più piccoli devono tornare in classe”

Poi la notizia che milioni di genitori lavoratori aspettano da tempo: “I più piccoli devono assolutamente tornare e scuola in presenza e per loro prevediamo, piuttosto che tenerne una parte a casa e una parte a scuola, di moltiplicare le attività e ampliare l’offerta educativa facendo spazio nei curricula a quelle attività che troppo poco ne hanno trovato in questi anni: musica, arte, sport, creatività digitale, laboratori, educazione finanziaria…”, assicura la Ascani. A tal proposito, “abbiamo bisogno che comuni ed enti locali attivino la cabina di regia su questi temi perché ci serviranno più spazi per queste attività e le professionalità che possano accompagnare i ragazzi in questo tipo di esperienza”, conclude il sottosegretario.

Le famiglie devono però sperare che gli esperti dicano che si può tornare in classe in sicurezza, perché, come ribadisce il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, niente ancora è deciso. “Il nostro compito è  immaginare tutte le opzioni possibili”, perché in questo modo “a seconda dello scenario epidemiologico che ci sarà a settembre, noi saremo pronti a far sì che il diritto all’istruzione venga rispettato”.

Adolfo Spezzaferro