Filosofo, accademico, blogger a tanti indigesto, per quanto possa vantare, tra le altre, la stima sincera di un anticonformista come Vittorio Sgarbi. Duecento pubblicazioni all’attivo, mentre chi lo irride a volte non riesce nemmeno a compilare la lista della spesa in italiano corretto, Paolo Becchi ha il vizio di non stare zitto; spesso, però, ci azzecca. L’ultima volta in ordine di tempo, è stata sull’affondamento (anzi l’autoaffondamento) di ogni ipotesi di eleggere un presidente della Repubblica di centrodestra. Interpellato a poche ore dal voto sulla candidatura di Elisabetta Casellati, Paolo Becchi ha stroncato ogni velleità della presidente del Senato, prefigurando l’ennesimo pastrocchio.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di marzo 2022

Intervista a Paolo Becchi

Professore, sulla partita del Quirinale lei aveva previsto un epilogo del genere con lo squagliamento del centrodestra: e ora?

«Diciamo che la scelta di Mattarella era politicamente inevitabile. Tutti criticano Salvini, ma le ha provate tutte: non dimentichiamo che il nome della Casellati è stato bruciato dalla stessa Forza Italia, a me risulta persino uno “scazzo” tra la presidente del Senato e l’onorevole Bernini a pochi giorni dal voto, e mi pare un errore della Casellati essere entrata in conflitto in quel momento. Quando Salvini ha visto che un Berlusconi non ancora guarito del tutto finiva per dirigersi verso Casini – una cosa incredibile pensando al percorso politico di quest’ultimo – ha cercato di correre ai rimedi contattando Conte. E questa è stata una sua ingenuità, perché Conte non conta un tubo: si è messo d’accordo sul nome della Belloni, ma Conte non poteva impegnare i voti del 5 Stelle. Nella notte Salvini si è reso conto che non c’erano alternative e ha provato a fare lui per primo il nome di Mattarella per intestarsi l’operazione. E così siamo passati dal Voglio una donna di Vecchioni ad Ancora tu di Battisti».

Chi sarebbe stato il candidato ideale?

«Marcello Pera, era il candidato giusto: un liberale, con valori cristiani. Ma era troppo vicino a Ratzinger».

Tema: c’era una volta il centrodestra.

«L’unica cosa fattibile, in questo momento, è stoppare il proporzionale e dare vita a una federazione sullo stile del Partito repubblicano americano: almeno ti giochi le elezioni, sempre che non siano truccate come quelle con cui è stato fatto vincere Biden. Serve un contenitore dove possano stare dentro tutte le diverse componenti».

Che spazio politico rimane ai 5 Stelle?

«Rimane niente: è destinato ad avere poco più del 5%, aggiungo purtroppo, visto che ci ho creduto: è stata una grande delusione, ma non mi pento di averci provato».

Il sovranismo è morto o sta solo molto male?

«Deve essere ripensato. Ho dato vita di recente a una raccolta di saggi su questo argomento: ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che servirebbe un sovranismo federalista, quello di cui ho parlato tante volte con Salvini, un “sovranismo debole”, come quello che ho presentato in Italia sovrana. In ogni caso, il globalismo non ha vinto, anche se il sovranismo ha subìto una dura battuta di arresto con la sconfitta di Trump».

Perché in Italia non riesce a formarsi una reale e radicale opposizione? Eppure, ci sarebbe lo spazio politico.

«È vero, penso al cosiddetto popolo no-vax che io chiamo vaccinoscettico: sono tanti, ma manca la compattezza per un fronte che potrebbe raccogliere anche il 10% dei voti e potrebbe essere una forza antisistema che vada a rappresentare una parte dell’elettorato del 5 Stelle e in parte della Lega. Ma non vedo la capacità di aggregazione: servirebbe un Farage italiano».

Paragone potrebbe esserlo?

«Ci sta provando, ma ci vorrebbe una persona al di sopra dei partitini che già ci sono e che coagulasse le diverse forze. Essendo lui già capo di uno di questi partitini, mi pare difficile possa rappresentare l’elemento unificante».

Green pass e vaccinazioni obbligatorie: siamo al punto di non ritorno o si vede la fine di quello che sembra essere un esperimento sociale?

«Adesso Draghi ha il dente avvelenato, del resto lo ha eliminato il Parlamento dalla corsa al Quirinale: ora toccherebbe alla Lega fare la voce grossa e cominciare a parlare di libertà contro le restrizioni. Salvini deve stare attento perché c’è molta gente che lo votava e che non accetta queste politiche restrittive. Deve cambiare strategia, se non vuole perdere ulteriori consensi».

Perché proprio in Italia si è scatenata questa ondata repressiva?

«L’Italia è un laboratorio politico come lo è stato la Grecia, dove guarda caso c’era indirettamente anche lì Draghi. Stanno provando a vedere sino a che punto possono spingersi nel negare le libertà individuali, ma lo potranno fare solo sino a che vale la costruzione della pandemia: quando verrà meno come faranno a giustificare il tutto? È anche vero che le simulazioni, direbbe Jean Baudrillard, tendono a sovrapporsi alla realtà. Come accadde con la guerra in Iraq, dove c’erano le “prove” che Saddam aveva armi di distruzione di massa. Sappiamo tutti, però, come è andata a finire e come queste armi non ci fossero».

Vero, però l’Iraq fu invaso, occupato e Saddam destituito e poi ucciso: l’obiettivo fu raggiunto.

«Anche l’obiettivo di Draghi è stato raggiunto, ma come farà a sostenere da solo in Europa che la pandemia è ancora un problema? Basterebbe cambiasse un pochino anche la Germania e lui resterebbe l’ultimo dei mohicani».

Almeno un tempo si diceva che fosse la società liberale a garantire l’individuo: oggi proprio quel modello sembra essere all’avanguardia nella repressione di ogni forma di dissenso.

«Vero, i liberali sono divenuti comunisti, e i comunisti, liberali. A parte le battute, la tendenza è questa: salvo eccezioni, i liberali chiedono…

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2 Commenti

  1. Più che altro comunisti col c…o degli altri 🙁

    Stiano attenti a reprimere che detto più volte gli ignoranti a pancia vuota per l’evidente fallimento del modello economico imposto, ancor più utopico del socialismo reale in cui tutti avevano almeno da mangiare.

    Io consiglierei ai repressori di ricordare la rivoluzione francese 😀

    In USA memori appunto di ciò si stanno costruenno bunker
    https://www.newyorker.com/magazine/2017/01/30/doomsday-prep-for-the-super-rich

    da anni.

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