Roma, 18 ott – Pd trionfante alle comunali appena concluse con i ballottaggi di Roma, Torino e Trieste? Nì. Vediamo perché.



Pd e comunali: la vittoria è in fortini sicuri

A Milano la forza del Pd nelle amministrative era già nota, ben prima dello “scandalo” Fidanza poco prima del voto, probabilmente utile a mettere in cassaforte la questione prima del tempo. Stessa cosa per quel che concerne Torino, il cui sindaco uscente è la grillina Chiara Appendino (ammesso che vi sia ormai una differenza tra M5S e Pd), anch’essa proveniente da sinistra, e prima ancora lo erano stati Piero Fassino e Sergio Chiamparino.

A Roma, con l’unica eccezione di Gianni Alemanno, abbiamo sempre avuto amministrazioni di sinistra. Stessa cosa per Napoli, salvo mascherate “indipendenti” come quella dello scorso primo cittadino Luigi De Magistris. In altre parole, il Pd non ha “conquistato” nuovi territori. Si è affermato, certamente, con forza, dove già regnava.

Centrodestra sotto le mitragliatrici, ma non mancano le colpe

La sopravvalutazione della vittoria del Pd non può farci ignorare quanto il centrodestra sia stato letteralmente massacrato in questa campagna elettorale. Prima con l’inesistente “scandalo” su Fidanza promosso da Fanpage, una storia tristissima di infiltrazione che in tre anni è riuscita a “scovare” qualche saluto romano, qualche nostalgico “nazista” e la scoperta incredibile dell’esistenza dei pagamenti in contanti. Poi con gli audio, contenutisticamente altrettanto inesistenti, che hanno riguardato il candidato sindaco Enrico Michetti sulla tragedia di Rigopiano.

Fatte queste brevi premesse, Giorgia Meloni e Matteo Salvini stanno dimostrando di reagire molto poco all’assalto – indubbiamente violentissimo – che stampa e magistratura intentano di continuo contro di loro, con particolare tempismo di poco precedente alle consultazioni elettorali.

Le alternative culturali di area non sono quasi mai state promosse nel corso di questi anni, e tutto ciò ha un peso rilevante sull’impotenza che i partiti non progressisti dimostrano di avere di fronte al – letterale – arsenale mediatico a disposizione della sinistra.

Serve a poco, in particolare, che il presidente di Fratelli d’Italia continui a reagire ai “fucili” continuamente puntati su di lei sulla sempreverde e noiosissima “questione fascismo”. Nonostante si faccia di tutto per cercare di accontentarli, gli intellettuali, giornalisti e politici da strapazzo della minoranza politicamente corretta dimostrano da anni di accettare un solo tipo di destra: quella che non è destra.

E allora forse converrebbe mostrare un pochino di coraggio in più, andando a fronte alta e, forse, con la consapevolezza di non avere nulla da perdere. La vittoria del Pd a queste comunali sarebbe stata difficilmente messa in discussione.

Stelio Fergola

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