Se una notte un viaggiatore, percorrendo le strade d’Italia, si addentra in una zona interna dove i segnali radio si smorzano, può fare l’esperienza di uno strano bipolarismo radiofonico, che oscilla tra due stazioni opposte per ideologia, ma comparabili per potenza di mezzi, Radio Radicale e Radio Maria: il diavolo e l’acqua santa dell’etere. Qualche anno fa i programmi di questi due canali avevano più gusto. Su Radio Maria, don Livio Fanzaga spiegava con dotta esegesi come le rivelazioni della Madonna di Medjugorje invitassero a votare per Berlusconi, mentre su Radio Radicale andava in onda, fino alla fine della sua esistenza avvenuta nel 2016, il lungo comizio di Giacinto Pannella detto Marco: una esperienza quasi proustiana di flusso di coscienza, saltando di palo in frasca dall’eterno ricordo delle campagne divorzista e abortista all’immancabile riferimento alla fame nel mondo alla necessità del transnazionale, del transpartitico, del trans tutto…

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2022

Pannella e Almirante

È stato un formidabile oratore Marco Pannella. Anche a Montecitorio parlava con una voce calda, un’espressione marcata da attore di cinema brillante più che da esponente del non entusiasmante ceto politico italiano. Nel repertorio di Radio Radicale si può ascoltare un suo discorso per «il disarmo della polizia» pronunciato nel bel mezzo degli scontri del 1977, nell’anno della P38. Pannella inanellava argomenti per sostenere una tesi surreale, che cioè di fronte al dilagare della guerriglia urbana le forze dell’ordine avrebbero dovuto agire con «non violenza», tra il gandhiano e il francescano. Immagino che Francesco Cossiga («Kossiga»), nell’ascoltare quelle tesi, ridacchiasse pensando già alla prossima infiltrazione di cortei, e poi al suono delle sirene della polizia e a quelle delle autombulanze…

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Ovviamente era un gioco delle parti. Non essendo un ingenuo, Pannella probabilmente era consapevole della sublime impoliticità delle sue proposte. Già alla fine degli anni Sessanta il piccolo Partito radicale, dopo l’arrivo dei carri armati russi a Praga, aveva organizzato marce per il disarmo insieme agli extraparlamentari di sinistra, ma a un certo punto le iniziative avevano avuto una brusca – e diciamo anche comica – interruzione. Gli extraparlamentari a sinistra del Pci erano ovviamente d’accordo sul fatto che i Paesi Nato dovessero abbassare le loro difese, ma consideravano sacrosante – sia pur con qualche distinguo sull’ortodossia ideologica – le armi del mondo del socialismo realizzato che andava dalla Cecoslovacchia all’Indocina. Ma allora perché insisteva con questa sorta di misticismo politico dell’assoluto disarmo? Evidentemente perché sapeva di rivolgersi a un target: a una fetta di elettorato di sinistra che cominciava a essere stanco della vecchia chiesa ideologica comunista, e che poteva essere traghettato in una nuova forma di sinistra «dei diritti civili» post-marxista. E se il…

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2 Commenti

  1. Pannella & C. erano vermi al servizio del progressismo demo-capitalistico, iper-materialistico e come tali cinici.
    Il Msi non aveva le palle (per certi versi, comprensibile), tutto qui.
    I radicali italiani di oggi, come quelli di ieri, possono essere solo servili per fini (!)… mutevoli. Infatti, la Prevenzione è un termine a loro purtroppo ancora sconosciuto.

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