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Roma, 15 feb – Correva l’anno 2011 e Renato Brunetta era ministro della Pubblica Amministrazione, stesso incarico affidatogli adesso da Mario Draghi. Nel video, girato al tempo da Francesco Cocco per Repubblica, l’economista di Forza Italia interviene in una conferenza stampa di presentazione della manovra finanziaria. Mentre Brunetta parla si sentono però alcuni commenti decisamente poco generosi nei suoi confronti, da parte di Giulio Tremonti, allora ministro dell’Economia. “Questo è il tipico intervento suicida”, dice Tremonti rivolgendosi ai suoi collaboratori. Tra questi ultimi si notano il ragioniere generale dello Stato Marzio Canzio e il capo di gabinetto del ministero dell’Economia, Vincenzo Fortunato.



Tremonti stronca così Brunetta: “E’ un cretino”

Tremonti appare visibilmente irritato per le parole di Brunetta e sbotta: “E’ proprio un cretino”. Ma le immagini continuano a mostrare il nervosismo palese di Tremonti, evidentemente irritato dall’intervento di Brunetta. Il ministro dell’Economia si rivolge allora a Maurizio Sacconi: “Maurizio, ma è scemo?”. Risposta secca: “Non lo seguo neppure”.
Affermazioni che avrebbero potuto generare un terremoto di governo, all’epoca dei fatti guidato da Silvio Berlusconi.

Poi si scusa…

Il giorno dopo però Tremonti si scusò con il collega durante il Consiglio dei ministri. E Brunetta, con un comunicato stampa apposito, precisò: “È venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio. I fuori onda non li considero, li considero alla stregua di intercettazioni illegali. L’importante è il prodotto finito. Non ho capito perché Tremonti mi abbia chiesto scusa. Forse non si riferiva neanche a me, forse a qualche direttore di giornale”.

Ora Brunetta, professore di Economia del lavoro all’Università di Roma Tor Vergata e deputato di Forza Italia fedelissimo di Berlusconi, è tornato a guidare il ministero della Pubblica Amministrazione. All’Economia non troverà di nuovo Giulio Tremonti e quelle parole del 2011 appaiono come screzi di un lontano passato. Pochi le rammenteranno. Degli anni che segnarono l’ultimo governo Berlusconi se ne citano semmai altre, pronunciate dallo stesso Brunetta, riguardanti la riforma che porta il suo nome: “Premiare i lavoratori meritevoli e punire i fannulloni’‘, pure con il licenziamento.

Alessandro Della Guglia

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