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Roma, 31 gen – Un tavolo per discutere un patto scritto in cui è indicato chi fa cosa, e questo viene prima dei nomi: così Renzi da Fico ribadisce che il punto non è il Conte ter ma un programma condiviso. Anche su quei contenuti “divisivi”, chiarisce il leader di Italia Viva. Una risposta più che esaustiva a Crimi del M5S che chiedeva a Renzi di mettere da parte il Mes. Quindi il dato politico è che il leader di Iv ora vuole battere cassa su tutta la linea. Perché senza i suoi senatori non c’è la maggioranza. Dunque se Pd e 5 Stelle vogliono continuare a governare devono scendere a patti con Iv. E questo viene prima del nome del premier.

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Renzi respinge lo spauracchio del voto agitato da Bettini

Niente riunioni notturni, niente decreti col favore delle tenebre. Renzi ora vuole un patto di legislatura messo per iscritto. E su questo sarà il confronto con gli altri partiti della maggioranza. Con tanto di cronoprogramma dove sia chiaro chi fa cosa e in che tempi. Così che gli italiani “possano valutare chi è che nel caso stia venendo meno alle proprie responsabilità”. E a chi – Bettini del Pd – lo minaccia con “O Conte o voto”, Renzi risponde placidamente che le elezioni anticipate sono “il solito spauracchio per terrorizzare qualche parlamentare preoccupato”, ma non si tornerà a votare prima del 2023. “Prima di votare c’è da fare il Recovery plan, gestire i vaccini, fare il semestre bianco ed eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Lo sanno anche i muri. Qualche dirigente politico si finge di essere un raffinato stratega giocando la carta della paura sui senatori. Ma tutti sanno che al voto non si andrà prima del 2023. La questione è capire se ci sarà un governo politico o tecnico e chi lo guiderà“.

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Il leader di Iv: “Non accetteremo di uscire da questa crisi senza un impegno solenne, scritto, sui contenuti”

Renzi ribadisce che occorre adesso “un documento scritto. Puntuale. Con dentro tutte le cose che vogliamo fare. Noi di Italia Viva abbiamo rinunciato alle poltrone per le idee e gli ideali, proprio nelle stesse ore in cui alcuni colleghi parlamentari cambiavano idee e ideali solo per chiedere delle poltrone. Oggi non accetteremo di uscire da questa crisi senza un impegno solenne, scritto, sui contenuti. Se ci sarà questo documento scritto sui contenuti potremo parlare di nomi. Altrimenti prenderemo atto del tramonto dell’esperienza giallorossa. Contano le idee, non le aspettative personali”, conclude il leader di Iv in una intervista al Corriere della Sera.

Renzi punta il dito contro la Azzolina e Arcuri

Renzi, forte del fatto che ora tutti gli alleati dovranno accontentarlo, ammanta le sue richieste con i toni istituzionali di chi pensa al bene del Paese. E mentre gli scenaristi si scatenano per capire a quale incarico di peso punti, a quale ministero chiave, lui ringrazia il capo dello Stato per aver dato il mandato esplorativo al presidente della Camera, il “compagno” Fico. E cita pure la Costituzione assicurando che Iv è pronta a lavorare con “disciplina, onore e lealtà”. Nel mezzo del suo discorso dopo le consultazioni con il 5 Stelle Fico, però, Renzi si leva più di un sassolino dalla scarpa, sparando a zero contro il Conte bis. Dagli inutili banchi a rotelle (per lui la Azzolina va rimossa) alla discutibile gestione della campagna di vaccinazione del commissario Arcuri, dal blocco delle infrastrutture al reddito di cittadinanza. Servono contenuti all’altezza della situazione, insomma. Visto che ci sono 200 miliardi di euro da spendere per i cittadini, soprattutto per quelli del futuro, fa presente il leader di Iv.

La bordata a Zingaretti: “Lealtà è dire nelle riunioni private quello che si dice in pubblico”

Infine una bordata al segretario del Pd Zingaretti, che aveva detto “tutti siano leali per un patto di legislatura. “Per noi – è la replica di Renzi – la lealtà è dire nelle riunioni private quello che si dice in pubblico. Noi lo siamo, noi da mesi chiediamo di parlare di contenuti. Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà”. Prima un programma messo per iscritto, che tutti gli italiani possano conoscere. Poi si parla di nomi e di incarichi. Altro che Conte ter o elezioni.

Adolfo Spezzaferro

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