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Renzi lancia le sue “bombe”: “Via l’Imu sulla prima casa e giù Irpef, Ires e Irap”

Milano, 19 lug – Matteo Renzi le spara grosse e sulla prima casa si avventa in promesse alle quali anche nel suo partito in pochi ci credono.
All’assemblea nazionale del Pd che si è svolta a Milano, il Premier promette tagli strabilianti alle tasse a partire dall’anno prossimo: via l’Imu sulla prima casa, tagli all’Irpef, Ires ed Irap oltre che naturalmente un intervento sulle pensioni.
Tra i delegati questa proposta è stata accolta per quello che è: promesse da campagna elettorale. Alfredo D’Attorre, giovane bersaniano, ha bollato l’uscita di Renzi come “pura e semplice propaganda“, volta a nascondere i veri problemi strutturali del Partito Democratico e del paese.
Scettico anche Gianni Cuperlo: “In tutta Europa c’è una tassa progressiva sulla casa – spiega il parlamentare triestino – non si può tagliare le tasse a tutti allo stesso modo. Ma quello della casa è un finto problema, prima ci sono da sciogliere ben altri nodi“.
L’ex Sel Gennaro Migliore si è mostrato più accondiscendente ma ha mostrato prudenza. “La proposta è buona e realistica, ma va rimodulata a favore delle classi più basse. E comunque è ancora tutta da scrivere“.
Diversa l’accoglienza che le promesse di Renzi hanno avuto tra gli amministratori locali che si vedrebbero tagliare, per l’ennesima volta, quei fondi con i quali gli enti locali si tengono a galla. I due candidati del centrosinistra alle primarie per il comune di Milano, Pierfrancesco Majorino ed Emanuele Fiano, sono in evidente difficoltà. Ansiosi di non perdere il consenso del premier, lodano come “ottima” la proposta sulle tasse.
Quali siano le coperture che possano permettere simili tagli alle tasse non è dato saperlo. “Il piano non è ancora stato spiegato nei dettagli, i tagli avverranno su tre anni“, dice Fiano che provando ad entrare nel merito della spending review dice di contare sullo sblocco dei fondi infrastrutturali. Perentorio Majorino che afferma: “L’importante è non tagliare i fondi agli enti locali“.
Matteo Renzi non è nuovo a queste sparate. Appena insediato alla carica di Presidente del Consiglio promise di fare entro tre mesi la riforma fiscale e che mai e poi mai avrebbe alzato le tasse. Un’altra mirabolante promessa fu quella fatta alla trasmissione Porta a Porta un anno fa: “Entro il prossimo settembre – 2014 nda – restituiremo alle aziende italiane i soldi che attendono dallo Stato“. In tutti questi casi sappiamo bene come è andata a finire. Quindi stiamo sereni, nulla cambierà.
Giuseppe Maneggio
 

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