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Roma, 4 ott – Continua a tenere banco l’inchiesta di Fanpage sulla cosiddetta «lobby nera», che è un vero e proprio attacco contro Fratelli d’Italia. Già Nicola Porro ha preso le difese di Giorgia Meloni e Carlo Fidanza, l’eurodeputato di Fdi coinvolto nella vicenda. E ora, in un editoriale di fuoco su Libero, anche Alessandro Sallusti ha tirato una vera e propria bordata a Francesco Cancellato, il direttore di Fanpage.



Altro che libertà di stampa

Già il titolo, del resto, è tutto un programma: La differenza tra giornalismo e servizi segreti. «Sono per la libertà di stampa senza se e senza ma», esordisce Sallusti nel suo editoriale contro Fanpage. «Ma sono anche abbastanza vecchio per dire, dopo oltre quarant’anni di lavoro, che l’unica libertà che un giornalista può rivendicare è di scegliere, esattamente come un magistrato, su chi indagare e chi risparmiare». Infatti, spiega il direttore del Giornale, «ogni giornalista ha più padroni che sono chi gli paga lo stipendio, le sue idee, i suoi informatori. Non si scappa, ciò che configge con uno di questi tre elementi non diventerà mai una inchiesta giornalistica, neppure nelle testate più prestigiose e apparentemente indipendenti, termine quest’ultimo che non ha alcun senso pratico».

Sallusti contro Fanpage

Per questo, continua Sallusti, «quando un sito di informazione come Fanpage scodella pagine di giornalismo vigliacco, quello delle registrazioni a tradimento, contro esponenti della Lega o di Fratelli d’Italia, non esulto per il trionfo del giornalismo, prendo atto che un collega è arrivato sull’obiettivo che si era dato, che non è una verità assoluta ma lo sputtanamento di chi la pensa diversamente da lui e che lo faccia per soldi o per missione ideale poco cambia. Costruire una notizia provocandola o isolando dal contesto episodi in sé marginali non è giornalismo, è fare l’agente sabotatore al servizio di qualcuno».

«Robe da servizi deviati»

L’accusa di Sallusti contro Fanpage, insomma, è di quelle pesanti: «Queste sono robe da servizi segreti deviati, cose che non hanno nulla a che fare con l’informazione tantomeno con la libertà di stampa. Quando un giornalista diventa giocatore è come se cambiasse mestiere, la sua etica scende addirittura più in basso di quella dei presunti cattivi a cui dà la caccia». E poi la bordata finale: «Sarei curioso di ascoltare una riunione di redazione dei duri e puri di Fanpage. Scopriremo, ne sono sicuro, che non sono eroi né martiri bensì colleghi carichi di pregiudizi assetati di fama, ben attenti a non disturbare i loro amici. Perché ognuno, e quindi anche loro, tiene famiglia».

Vittoria Fiore



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2 Commenti

  1. Non è sevita a molto visto l’aumento di Fratelli d’Italia in comuni come Napoli dove alle precedenti amministrative aveva l’1,28% e ora ha il 4,33% (+238%) Bologna dove aveva il 2,40% e ora ha il 12,60% (+425%) Torino 1,47% nel 2016 e ora 10,55% (+617%) peccato che non siano proprio veri sovranisti.

    Quanto è aumentato il #PD rispetto alle precedenti amministrative? E il #M5S ? 😛

  2. […] Di Alessandro Della Guglia – Roma, 8 ott – “Questo non è giornalismo di inchiesta così come lo si vuol definire. È piuttosto il frutto di una vera e propria attività investigativa, sottratta a qualunque forma di controllo dell’Autorità Giudiziaria ed alle regole che presidiano la genesi e lo sviluppo delle vicende processuali”. Così l’Unione delle Camere Penali (Ucpi), prestigiosa organizzazione che rappresenta gli avvocati penalisti italiani, stronca l’inchiesta di Fanpage. […]

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