Roma, 16 gen – Ieri tra le polemiche si è consumata la “cena dei garantisti“. Allo stesso tavolo, tra gli altri, il leader della Lega Matteo Salvini e l’ex ministro piddino Maria Elena Boschi (insieme a una pattuglia di renziani). Tema della serata: la riforma della giustizia.

Ma gli invitati alla cena organizzata dall’associazione Fino a Prova contraria, guidata da Annalisa Chirico, non sono solo politici e ministri. Tra i primi ad arrivare ci sono l’economista Edward Luttwak ma anche vip come Luca Cordero di Montezemolo, Flavio Briatore, Marco Tronchetti Provera e il presidente della Lazio, Claudio Lotito.


La Chirico spiega che l’impresa di mettere insieme politici e magistrati, imprenditori e ministri non è facile ma spiega: “Vengo dai radicali e Marco Pannella mi ha insegnato che se una cosa è giusta devi andare fino in fondo”.
Lo scopo della serata, precisa la giornalista e scrittrice, è quello di mettere insieme un think tank che partorisca idee per una prossima riforma della giustizia.
“Servono regole chiare per gli imprenditori perché sono gli imprenditori che creano ricchezza. Lo Stato non fa che redistribuirla”, snocciola saggezza liberista.

Come era prevedibile, il momento clou si apre con l’arrivo della Boschi, iscritta all’associazione della Chirico (a maggior ragione, viste le vicende familiari con la Banca Etruria). L’ex ministra mette subito in chiaro che non c’è nessun dialogo aperto con Salvini. “Noi siamo agli antipodi. Diciamo no al dialogo sia con Salvini che con Di Maio” (a tal proposito, unici politici non presenti i 5 Stelle, un po’ come in piazza a Torino per dire sì alla Tav).

L’apice si raggiunge poi con l’arrivo del vicepremier Salvini, che taglia corto sulla sua presenza a un evento dove è presente l’opposizione renziana e manca invece l’alleato di governo M5S: “Ancien regime? Ho 45 anni, sono un po’ vecchiotto…“, risponde ad Alessandro Di Battista che via Facebook lo aveva invitato a non partecipare a iniziative come quelle. E poi: “Da persona educata vado dove sono invitato. Non è che se ci sono dei renziani divento renziano anch’io“.

“Dove c’è Renzi non ci sono io. Se vado ad ascoltare imprenditori dove ci sono anche i renziani divento renziano? È un ragionamento bizzarro”, calca la mano Salvini.

“Sono qui per ascoltare magistrati, avvocati e imprenditori, non certo per incontrare la Boschi. Processi più veloci e tribunali più efficienti sono il nostro obiettivo: riusciremo dove tutti gli altri hanno fallito“. Così il ministro dell’Interno mette il cappello sull’iniziativa “Una nuova giustizia, l’impresa che serve all’Italia” al centro eventi La Lanterna, a Roma.

Pure la Boschi, dal canto suo, replica picche: “Noi siamo agli antipodi rispetto alla Lega. Noi siamo quelli che dicono no all’accordo con Salvini e no all’accordo con Di Maio”. Poi la frecciatina al leader della Lega: “Noi siamo garantisti da sempre, Salvini si scopre garantista solo oggi…“.

Tra gli altri ospiti, l’ex ministro e influente avvocato Paola Severino, i ministri leghisti Giulia Bongiorno e Lorenzo Fontana, il procuratore Nicola Gratteri e l’ex magistrato Carlo Nordio.

La cena era stata motivo di attriti in seno al Pd. Il segretario uscente Maurizio Martina aveva criticato la partecipazione dei renziani: “Noi siamo seccamente alternativi. Quel modo di concepire la rappresentanza nelle istituzioni va sconfitto”.

Ma chi ha da risentirsi è soprattutto l’alleato di governo della Lega, il M5S capeggiato da Luigi Di Maio, non invitato all’evento. Sì, perché il cosiddetto decreto Spazzacorrotti è stato bocciato proprio dall’organizzatrice dell’evento, convinta che renderà i processi “eterni”.

Ludovica Colli

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