George-Soros-006Roma, 28 dic – L’era dei Grandi Vecchi che tramavano alle spalle degli Stati in lobby oscure e riservate è finita, ammesso che in questi termini sia mai esistita: ormai la sfida alle nazioni sovrane avviene in modo aperto e pubblico, senza bisogno di infingimenti di sorta. Il caso di George Soros è eloquente. Speculatore notorio, negli anni ’90 impegnato a portare attacchi devastanti contro la Banca d’Italia, oggi il magnate è in prima linea nel fomentare l’immigrazione in Europa, trattato da politici e giornalisti come un innocuo “filantropo”.

E lo fa del tutto apertamente, per esempio tramite il sito, appena lanciato, Open migration. La sua missione viene pudicamente riassunta così sulle colonne del sito stesso: “Un progetto che usando competenze, dati, conoscenze vuole contribuire a formare le opinioni e le coscienze sulle migrazioni”. Di fatto si tratta di una potente arma di propaganda ideologica. Qualche esempio dei contenuti che troveremo su questo sito? Per esempio un’intervista al sociologo Zygmunt Bauman, dal titolo: “Muri contro i migranti, una vittoria del terrorismo”. O l’immancabile analisi economica: “Come gli immigrati salvano l’economia e le pensioni italiane”.

Open migration fa riferimento a una sedicente Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (Cild) e nella pagina “Chi siamo” spiega chiaro e tondo: “Siamo finanziati da Open Society Foundations e Oak Foundation”. La prima è la famigerata ong di Soros, impegnata a sostenere, fomentare e talora creare dal nulla le più disparate “rivoluzioni colorate”, ovvero le rivolte filo-occidentali contro gli Stati sovrani in giro per il mondo, la seconda è un’altra associazione “filantropica” fondata dal miliardario Alan Parker.

Il presidente di Cild Italia è Patrizio Gonnella: presidente dell’associazione Antigone, è editorialista del Manifesto, cura un blog su MicroMega e L’Espresso e conduce anche una trasmissione su Radio Popolare. Alla “Coalizione” partecipano varie realtà dell’associazionismo mondialista, fra cui Arci, Arcigay, Associazione Luca Coscioni, Rete Lenford (altro gruppo lgbt) etc. La loro visione del mondo si riassume nella mega-supercazzola: “La libertà è autodeterminazione. La libertà è riconoscimento della propria identità. La libertà è inclusione. La libertà non confligge mai con l’uguaglianza”. Quante parole per dire che odiano i popoli europei.

Giorgio Nigra

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5 Commenti

  1. Più che altro, un sacco di parole per non specificare nulla, dando spiegazioni tautologiche (La libertà è autodeterminazione, e grazie al cazzo, lo penso anch’io) o semplicemente contradditorie col soggetto (La libertà non confligge mai con l’uguaglianza, e chi l’ha detto? Se l’uguaglianza la imponiamo, addio libertà).

    Secondo me questi hanno o un disgusto irrazionale per le proprie antiche radici o non sanno pensare – o entrambe le cose, hanno un disgusto viscerale delle proprie antiche radici proprio perché non sanno pensare.

  2. Non pensate mai che questo signore agisca per filantropia. Sappiamo tutti a chi obbedisce, basta cercare sul web. Dietro ogni sua più piccola azione c’è la ricerca di un profitto privato o peggio diffuso per i suoi padroni. Come quando ha speculato contro lira e sterlina facendo cadere il tasso di cambio con l’ecu (ed insegnando così ai più avveduti la potenza che può essere l’italia liberata dai lacci e lacciuoli della legislazione europea – andate a vedere i giornali del 93 – 94 cosa dicono della ripresa)

  3. Purtroppo tanti non sono al corrente delle cose , e si fanno fregare dai media di cui il controllo delle menti sfiora il ridicolo
    Putin che non è comunista , sta’ cercando di arginare , per quel che può

  4. Bisogna partire dalla domanda , chi ci guadagna dalla fine dell Europa come popolo e cultura ?
    Basta iniziare a studiare bene il 900 , vedrete che qualcosa vi farà almeno riflettere

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