Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 11 ott – Il premier Giuseppe Conte cadrà a gennaio, quando negli Usa i Democratici, per colpire il presidente Donald Trump in campagna elettorale, faranno uscire tutto sulla vicenda dei contatti tra i nostri servizi segreti e William Barr, ministro della giustizia Usa. Ne è convinto il leghista Giancarlo Giorgetti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Conte I. Dal canto suo, Conte non molla la delega ai servizi segreti. Anche perché farlo, secondo alcune fonti di Palazzo Chigi, “sarebbe come ammettere errori che non ci sono“. Ma la maggioranza giallofucsia resta in apprensione per una vicenda che per volontà dello stesso premier finora resta oscura. Almeno fino a quando Conte riferirà al Copasir. E in ogni caso, come sostiene Giorgetti, a far luce ci penserà la stampa Usa: “Conte cadrà a gennaio. Appena si aprirà la campagna elettorale in America i democratici proveranno ad incastrarlo. I grandi giornali statunitensi faranno uscire tutto. Verrà alla luce qualsiasi cosa”, si dice convinto il leghista.

Salvini contro il premier: “C’è qualcosa che non torna. Vada a spiegare quello che sa”

Sulla stessa linea Matteo Salvini: “La parabola di Conte la vedo bella che finita… Può andare ovunque quando vuole”, risponde il leader della Lega a chi gli chiede se preferisca che il presidente del Consiglio vada in audizione al Copasir a riferire sulla “spy story”. “Lo vedo confuso – prosegue Salvini – da cinque giorni dice tutto e il contrario di tutto, ma evidentemente c’è qualcosa che non torna. Chiedeva chiarezza da me, ora il popolo chiede chiarezza a lui. Tira in ballo il Quirinale, gli americani, i servizi. Vada a spiegare quello che sa. Io non mi faccio idee. Sicuramente c’è qualcosa che non torna. Non do giudizi prima di ascoltare le persone a differenza di altri. Non sono in grado di giudicare senza averne gli elementi”, commenta Salvini. Ma la condotta “misteriosa” di Conte resta.

Conte pronto a riferire al Copasir

Una cosa certa è che dalla crisi agostana in poi, con la delega ai servizi, il premier ha agito autonomamente e per molti la sua scelta di autorizzare un incontro tra i nostri 007 e un esponente di spicco dell’amministrazione Usa è stata poco ortodossa. Per non parlare poi del fatto che un incontro dei servizi segreti dovrebbe restare, per l’appunto, segreto. Conte dal canto suo al Tg3 ha dichiarato: “Sono a disposizione per concordare un incontro e per riferire” al Copasir “nella relazione semestrale, come prevede l’art. 33 della legge del 3 agosto 2007”. Martedì al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica nell’ufficio di presidenza si deciderà il calendario dei lavori e si avvierà anche l’iter per l’audizione del premier.
Il dato politico è che la fuga di notizie c’è stata. Chi le ha diffuse? Con quale obiettivo? Senza fare i complottisti, e al netto dell’interesse di due corazzate mediatiche come Washington Post e New York Times, anche il cosiddetto deep state italiano potrebbe aver contribuito a far uscire la “spy story” che fa sudare Conte. Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

6 Commenti

  1. Sono sicuro che Conte abbia molto da nascondere. Il procedere tramando sottobanco ,il doppio Gioco,il tradimento sono le consuete modalita` del suo agire politico e stanno alla base della sua ascesa, fin troppo repentina.

Commenta