Roma, 8 ott – Senza alcuna sorpresa la Camera ha approvato il taglio dei parlamentari, riducendo i deputati a 400 dagli attuali 630 e i senatori a 200 dagli attuali 315. Tutto come previsto perché nessun partito, a parte +Europa, si era detto contrario alla riforma. Così il testo è stato approvato definitivamente in Aula con 553 voti a favore, 14 contrari e soltanto due astenuti. Presente a Montecitorio la maggioranza assoluta dei componenti, ovvero 316 voti, necessaria in questo caso per l’approvazione perché si tratta di un disegno di legge costituzionale. “Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari – scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte – Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica”.

Tutti d’accordo (o quasi)

La Lega, che ha comunque votato a favore della riforma, perché sua “posizione storica”, ha parlato però di “uno scambio di favori tra una parte politica del governo, che è il M5S, che desidera portarsi a casa questa misura, e dall’altra parte quella del Pd e delle sinistre che vogliono portare a casa qualcosa di molto più sconcertante per il bene degli italiani e del nostro territorio: ius soli, ius culturae e un tentativo di maggiore apertura rispetto all’accoglienza”. Mentre per Giorgia Meloni adesso è necessario compiere due passi: “L’elezione diretta del Presidente della Repubblica e l’abolizione dell’istituto ottocentesco dei senatori a vita”.

Emblematico il voto a favore del Pd, che nelle tre votazioni precedenti (una alla Camera e due al Senato) aveva bocciato il taglio dei parlamentari. Ancora più rocambolesca la presa di posizione di Roberto Giachetti, deputato renziano di Italia Viva, che ha votato sì ma ha dichiarato: “Un secondo dopo il mio voto a questa riforma mi adopererò per raccogliere le firme necessarie per lo svolgimento di un referendum”.

Eugenio Palazzini

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Classe 1984, vivo da sempre in Toscana “torcendo il muso all'Arno”. Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con tesi sui rapporti tra Governo italiano e Autorità palestinese negli anni ottanta. Ho poi conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali all'Università di Siena con tesi sulla lotta del popolo Karen in Birmania, definita “la guerra più lunga del mondo”. Vicedirettore del Primato Nazionale, per il quale ho realizzato reportage da Iran, Siria, Birmania, Giappone e Ungheria.

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