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Roma, 17 nov – “Chiarisca al più presto“. Dopo l’inchiesta del Corriere della Sera il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico prendono le distanze dall’ex titolare della Difesa Elisabetta Trenta. Come è noto, oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere ha rivelato che, una volta conclusa l’esperienza con il primo governo Conte, la Trenta si è tenuta il lussuoso appartamento nel centro di Roma che da ministro aveva ottenuto come “alloggio di servizio”. Già questo fatto andrebbe verificato, visto che i ministri che hanno una casa di proprietà a Roma – come la Trenta, per l’appunto – non hanno diritto a tale alloggio. Dal canto suo, l’ex ministro grillino “la butta in caciara” dicendo che il “il Paese non è al sicuro se escono certe notizie” e che lei aveva il diritto di rimanere in quella casa, ma in Parlamento sono state presentate interrogazioni urgenti per farla venire a chiarire al più presto. L’impatto mediatico, soprattutto per la base grillina, è devastante: una 5 Stelle che approfitta dei privilegi della casta come un politico qualsiasi.

“Alloggio chiesto per esigenze di sicurezza e riservatezza”

“Da ministro ho chiesto l’alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza. L’alloggio è stato assegnato ad aprile 2019, seguendo l’opportuna e necessaria procedura amministrativa, esitata con un provvedimento formale di assegnazione da parte del competente ufficio”. La Trenta su Facebook risponde così all’inchiesta della Sarzanini, chiedendole di pubblicare la sua replica. Lei, ferocemente anti-salviniana, era stata portata al governo dai 5 Stelle (sì, proprio quelli anti-casta che si sono rivelati più casta di tutti, così aggrappati a poltrone e privilegi). Ma adesso il capo politico Luigi Di Maio si precipita a scaricarla: “Tengo a sottolineare che il M5S non ne sapeva niente“. “Vedremo cosa ha da dire – rincara la dose il grillino – ovviamente lei non è più nostro ministro”.

Buffagni: “Non è da 5 Stelle! Liberi subito l’appartamento”

“Non è da 5 Stelle!”, così il viceministro al Mise Stefano Buffagni punta il dito contro la Trenta. “Se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto? Ecco, io mi auguro che venga liberato il prima possibile l’appartamento e venga tolto dall’imbarazzo il Movimento 5 Stelle“, aggiunge il pentastellato.

L’ex ministro si giustifica: “Il termine non è ancora scaduto”

Dal canto suo, la Trenta assicura che, da quando ha lasciato il ministero della Difesa, ha per regolamento tre mesi di tempo per poter lasciare l’appartamento. “Il termine ancora non è scaduto”, ha commentato ricordando che la scadenza è il prossimo 5 dicembre e che questo temporeggiamento è stato dettato solo “per evitare ulteriori aggravi economici sull’amministrazione”. “Come è noto – ha poi spiegato – mio marito è ufficiale dell’Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia, incarico per il quale è prevista l’assegnazione di un alloggio del medesimo livello di quello che era stato a me assegnato”. Ma il suo chiarimento non è convincente.

Marcucci: “Se vero, comportamento molto grave”

Il presidente dei senatori del Pd, Andrea Marcucci, annuncia una interrogazione urgente del gruppo. “Se le indiscrezioni risultassero vere – ha tuonato l’esponente dem – saremmo di fronte ad un comportamento molto grave, anche perché coinvolgerebbe una esponente di primissimo livello del Movimento 5 Stelle“.
Anche per il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, il caso della Trenta ricade sui 5 Stelle, “moralisti un tanto a chilo” che ancora una volta si dimostrano “bugiardi e ipocriti”. E, nel ricordare che l’ex titolare della Difesa ha un’altra casa a Roma, ha chiesto all’attuale ministro Lorenzo Guerini di indagare al più presto su quanto accaduto e di far sapere agli italiani “quale canone ha pagato la Trenta quando era ministro e quanto paga il maggiore marito“.

FdI: “A quanto pare i privilegi sono di casa per gli stessi grillini”

In commissione Difesa alla Camera, tre deputati di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davide Galantino (quest’ultimo, militare, è stato eletto nei 5 Stelle e poi passato al partito della Meloni) si stanno occupando da tempo delle assegnazioni degli alloggi per i militari. Un problema serio su cui sono già state presentate interrogazioni e risoluzioni. “La vicenda (della Trenta, ndr) è ancor più grave se si pensa alle odiose campagne del Movimento 5 Stelle contro i presunti privilegi. Privilegi che, a quanto pare, sono invece ‘di casa’ per gli stessi grillini“, fanno presente i tre esponenti di FdI.

Gli attacchi sui social all’ex “ministra” e al M5S

Il caso è molto discusso sui social e in tantissimi attaccano l’ex “ministra” e il Movimento 5 Stelle su Twitter e Facebook: “Dov’è finita la vostra onestà?”, “Onestà svenduta per Trenta denari”, “Grillo ci ha regalato dei personaggi meravigliosi, roba che si faceva fatica a trovare persino nella Prima Repubblica”.

Adolfo Spezzaferro

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