Roma, 1 lug – Il governo non cadrà e il M5S resterà dov’è, ponendosi nel frattempo amletici dubbi esistenziali, alla Non ci resta che piangere: “Chi siamo, cosa portiamo, dove andiamo?”. Alla fine i grillini, o ciò che resta di quello che fu il primo partito di maggioranza, continuerà a galleggiare tra finta opposizione, ipotesi di appoggio esterno e malumori vari. Lo strappo però, con tutta probabilità, non si consumerà mai. Ne è ben consapevole Mario Draghi, che in conferenza stampa ha precisato: “Sono ancora ottimista, il governo non rischia perché l’interesse nazionale e degli italiani è preminente. Il Governo è stato formato per fare e questa è la condizione che ha per fare. Il Governo non si fa senza i 5 stelle, questa è la mia opinione”. In realtà, Draghi sa bene che il governo non rischia perché non conviene alle forze parlamentari che lo sostengono, purtroppo c’è ben poco di interesse nazionale nei calcoli partitici. Intanto però lo stesso Draghi ci fa sapere che “questo è l’ultimo governo di legislatura in cui sono premier”. Restando su Non ci resta che piangere, chi legge potrà esclamare alla Troisi: “Mo me lo segno”.

“Ultimo governo in cui sarò premier”: Draghi spiazza gli adulatori

Un annuncio che è un po’ una conferma di quanto da lui sostenuto più volte, ma che buona parte della stampa italiana non ha rimarcato abbastanza, concentrandosi sulle schermaglie tra il primo ministro e il M5S. D’altronde chi è più realista del re non si capacita di non vedere Draghi in perpetuo a Palazzo Chigi. Il premier delude insomma gli adulatori che lo vorrebbero premier a vita, quella pletora di incensatori allineati al verbo del presunto salvatore della patria. Certo, potrebbe sempre succedere il contrario di quanto affermato dal premier, ormai siamo abituati ai clamorosi dietrofront parlamentari. Celebre al riguardo la promessa di Renzi: “Se perdo il referendum, lascio la politica”. I cittadini italiani, quando leggono certe dichiarazioni, vestono tutti i panni di San Tommaso.

Quel che è certo è che un’intera area politica in cerca di un posto di sole anche nella prossima legislatura, tenterà di tutto per coinvolgere il premier, per rimetterlo al centro del progetto di conservazione del (loro) posto di potere. Spifferi e affermazioni in tal senso si sprecano, non resta che attendere le prossime mosse in vista della campagna elettorale. Lì capiremo se davvero l’Italia potrà uscire dal commissariamento, da qualcuno considerato sine die, oppure ci ritroveremo Draghi (o una sua controfigura) di nuovo alla guida del governo.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. ILLUSI !!! è vero che HA DETTO ” Ultimo governo in cui sarò premier ” MA HA ANCHE SPECIFICATO ” in questa legislatura ” AVETE LETTO BEME ? Lo sapete cosa significa? Ve lo dico io, significa prima delle elezioni . STOP Capito il messaggio ? DOPO LE ELEZIONI ancora lui , DISILLUDETEVI !!!

  2. Si vergogna pure e si vergogna di vergognarsi…, questo è il risultato di chi non a caso ho definito sempre Firma Facile! Altro non vale…

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