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cirinnàRoma, 12 mag – Le unioni civili sono legge, la patria è salva. Matteo Renzi compie il suo capolavoro politico, facendo la sua “cosa di sinistra” nel bel mezzo delle critiche per la riforma costituzionale. Ora il suo approccio liberista alla questione sociale potrà ben essere occultato dietro il suo approccio progressista ai diritti civili. Il testo approvato è pasticciato e cerchiobottista, pieno di scappatoie da leguleio di bassifondi, non apre e non chiude definitivamente a nulla, lascia tutto sospeso nella mancanza di chiarezza ipocrita che ha caratterizzato questa battaglia sin da subito, con la sinistra che anziché rivendicare ciò che apertamente desiderava, il matrimonio egualitario puro e semplice, si è inventata formule astruse e rassicuranti, finti vuoti normativi, emergenze sociali farlocche da sanare. Si tratta, peraltro, di un passaggio dichiaratamente interlocutorio, la prima tappa di un percorso, come candidamente ammesso.



Diciamolo subito: l’Italia non sprofonderà nel baratro della perdizione e della perversione a causa della legge Cirinnà. E poi, se viene permesso di far fare una legge a una che sul suo sito parla dei suoi animali dicendo “abbiamo anche tanti figli non umani”, forse in quel baratro ci siamo già caduti da tempo. La famiglia tradizionale non verrà demolita, per l’ottima ragione che la famiglia oggi è già rovina e, peraltro, non ha più nulla di tradizionale. Resta tuttavia un segnale chiaro di resa, di mancanza totale di comprensione delle priorità dell’epoca, di deliberata ignoranza della realtà. Resta una politica che ha l’agenda di un’assemblea d’istituto – le unioni gay, la cannabis libera – mentre fuori tutto brucia. È una responsabilità storica molto più pesante da portare di quanto adesso non si creda.

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Resta anche il grosso passo avanti dell’intolleranza politicamente corretta, l’ulteriore restrizione di ciò che si può dire e fare, ben rappresentata dall’illuminato passaggio di Ivan Scalfarotto nell’intervista concessa a Repubblica. Il sottosegretario si è lamentato perché “nei dibattiti pubblici o nei talk televisivi invitavano sempre me e un giurista per la vita o uno del Family day o uno di Manif pour tous”. Inaudito, addirittura il contraddittorio. L’esponente Pd, allora, ha detto basta “a un aberrante par condicio. Non si mette sullo stesso piano chi chiede più diritti e chi li vuole negare. Come se accanto a un ebreo si dovesse mettere sempre un nazista o accanto a un nero un membro del Ku Klux Klan”. Insomma, il clima è questo. O quello immortalato dalle parole di Renzi stesso: “Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama. Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo”.

Un giorno ricorderemo con stupore inorridito quell’epoca in cui le parole avevano completamente perso di senso e in cui si potevano tracciare inclusioni ed esclusioni dal consesso civile sulla base di termini vuoti come “amore” o “diritti”. Quel giorno è più vicino di quanto si creda, dobbiamo solo sopravvivere, come civiltà, abbastanza per vederlo. Sarà più difficile di quanto pensiamo.

Adriano Scianca

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5 Commenti

  1. grazie al gov. renzi e grazie al papa, è ovvio che si scambiano i favori, hanno barattato la storia delle unioni civili con la storia degli immigrati…sinceramente è questo che mi fa schifo!!! ma c’è di più per un prossimo domani……

  2. Tutto vero, ma la colpa è anche nostra che ci lamentiamo indignati, ma non troviamo il coraggio di unirci e reagire “energicamente” a questa situazione. E parlo in senso lato: dal sopportare un coglione non eletto da nessuno alla grande sostituzione al bavaglio ideologico che ci stanno mettendo.

  3. Ci sono italiani che sono a casa dal lavoro da anni ci sono situazioni disperate che il gov. Renzi e stato della chiesa proprio non vogliono vedere, loro hanno solo a cuore gli africani e dietro tutto questo c’è un perché, perché ci vogliono sottomettere e annientare è un deterrente, vogliono cancellare la nostra cultura e tutto quello che è stato, ragazzi ma vi rendete conto?, ora ci lasciano a casa a posta dal lavoro noi Italiani,si non lo avete capito?? stato e chiesa insieme a sindacati ecc mettono e metteranno nei punti chiave ai quadri di comando gli africani e sul lavoro non saranno tanto comprensivi o clementi con noi, ci troveremo davanti questo scenario, ci faranno pulire i cessi con la lingua e ci toccherà starcene zitti questa è la verità!!!! e non so se a tanti andrà giù questo discorso!! sono nato nel 1980 e mi chiedo come fanno a dire che noi della generazione x non avremo futuro o pensione che non ci sarà mai, ma quando hanno da progettare il futuro per gli immigrati allora ci vedono sempre bene …è un piano per sterminarci! svegliatevi o sarà troppo tardi!!

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