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Roma, 22 feb – Spulciare gli atti parlamentari delle legislature appena concluse è sempre piacevole, perché si trovano sorprese degne di nota, proprio come quella che andiamo a raccontarvi. Nel tentativo di sfondare al Sud Italia, Matteo Salvini con la sua Lega ha imbarcato profughi politici d’ogni latitudine. In Sicilia a guidare il partito ci sono infatti due deputati nazionali, Alessandro Pagano a Palermo e Angelo Attaguile a Catania, entrambi sono ricandidati sotto l’insegna del Carroccio in collegi uninominali e proporzionali dell’isola. Il primo proviene niente meno che dall’estinto partito del mitologico Angelino Alfano, il secondo è invece un ex democristiano entrato alla Camera nel 2013 grazie a Raffaele Lombardo.
Entrambi gli alfieri del leghismo siciliano a fianco del loro leader promettono a mezzo stampa di porre fine all’ingresso di prodotti agricoli dell’Africa, magari alzando i dazi doganali, per fermare così la competizione economica al ribasso con la quale devono combattere ogni giorno gli sfibrati agricoltori nostrani. Peccato però che al momento del voto in Parlamento e cioè quando c’è l’occasione di mantenere le promesse fatte, queste ultime vengano disattese e per di più proprio dai parlamentari siciliani che dovrebbero essere quelli più sensibili al problema.
Attaguile e Pagano nel dicembre 2016 votano infatti senza vergogna a favore di una legge che permetterà di continuare a schiacciare l’agricoltura e la pesca nostrana. Votano quindi a favore di un accordo di libero scambio tra paesi UE e altri dell’Africa centrale. Tradotto: votano favorevolmente per fare in modo di non istituire nessun nuovo dazio per le esportazioni dall’Africa all’Italia e per non aumentare quelli già esistenti (tutti i particolari al link: http://www.camera.it/leg17/126?pdl=3945). E lo chiamano sovranismo…
 



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