Il Primato Nazionale mensile in edicola

Macerata, 27 nov – È stata respinta la richiesta di rito abbreviato per Innocent Oseghale, il nigeriano che attualmente è l’unico imputato per il macabro omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui corpo, fatto a pezzi, è stato ritrovato in due trolley abbandonati nelle campagne del maceratese.
Il processo era cominciato ieri e quando Oseghale è arrivato a Palazzo di giustizia un coro di fischi e insulti lo ha accolto. Anche agli avvocati che lo difendono è stato riservato lo stesso trattamento. Così come al sindaco di Macerata, nonostante il Comune abbia deciso di costituirsi parte civile.
Per lui la difesa aveva chiesto il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena, ma il gup ha respinto la richiesta, che aveva ottenuto il parere favorevole anche della procura, e al termine di un’udienza durata cinque ore ha disposto che il nigeriano venga giudicato dalla Corte d’Assise. Rimangono, quindi, per Oseghale le accuse di omicidio volontario aggravato, vilipendio e distruzione di cadavere e violenza sessuale.
Il legale della famiglia e zio della ragazza, Marco Valerio Verni, spera che dal dibattimento possano emergere ulteriori elementi di indagine: “Oseghale non può avere fatto tutto da solo”, ha affermato. Dalle prime perizie, infatti, sono emersi altri particolari inquietanti. Pamela sarebbe stata fatta a pezzi quando ancora era viva.
Nel corso dell’udienza il nigeriano ha letto una dichiarazione di scuse, in inglese. “Mi scuso con la famiglia e gli italiani. Non ho ucciso Pamela, spero mi venga data una seconda opportunità”. E ancora: “Non dovevo lasciare da sola Pamela a casa, quel giorno. Sono uscito e quando sono tornato era già morta. È stato un grande errore non chiamare un’ambulanza”. Ma la mamma di Pamela, che era in aula insieme ad altri famigliari, ha dichiarato di non accettare le scuse del nigeriano dicendo che sono “una presa in giro”.
Il processo a carico dell’unico imputato per la morte di Pamela si aprirà il prossimo 13 febbraio, pochi giorni dopo il primo anniversario della morte di Pamela. Verranno sentiti 50 testimoni.
Anna Pedri  
 
 
 
 





La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Purtroppo un solo giudice……….. Ricordiamo però le raffinate menti sinistre che hanno assolto gli amici di merende del nigeriano bastardo e coloro che si sono girati dall’altra parte mentre la mafia negroide nigeriana assumeva il controllo del mercato della droga……….sul sindaco meglio tacere………auguri.

  2. I riti voodoo sono una pratica che in Nigeria non desta scalpore…si tratta proprio di una “Cultura” locale e Oseghale non si è fatto problemi…In un ristorante a Lagoso si mangiano carni provenienti da sacrifici umani!!! le rape gang (Le gang dello stupro) passano inosservate!! Perchè prendersela con Oseghale? Siamo noi i colpevoli di aver accolto gente come lui con “una civiltà” che cozza con le nostra, per cui in Italia tipi come lui non devono mettere piede in primo luogo!!!!

Commenta