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Roma, 7 ott – Chi non conosce la mega-hit anni ’80 “Jump“? O quell’assolo entrato nella storia in “Beat It” di Michael Jackson? Chi non ha sempre detto che la versione di “You Really Got Me” dei Kinks sia un raro caso di cover migliore dell’originale? Dietro questi monumenti della musica c’è un nome: Eddie van Halen, che ci ha lasciati dopo una lunga lotta contro il cancro. Autentica leggenda del rock, fondatore della band Van Halen, Eddie ha rivoluzionato per sempre la chitarra, nella tecnica e nel suono. Imitato e studiato da generazioni di chitarristi, Eddie entra nell’olimpo della musica con il suo tapping – celeberrima tecnica con cui si suona il manico della chitarra con le dita di entrambe le mani – e il suo suono, marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile.

La lunga lotta contro il cancro

Eddie si è spento ieri al St. John’s Hospital di Santa Monica, in California, a causa di un cancro alla gola, contro il quale ha lottato fino alla fine. La moglie Janie si trovava al suo capezzale insieme al figlio Wolfgang e ad Alex, il fratello maggiore e batterista (fortissimo pure lui) con il quale, nel 1972, aveva formato i Van Halen. Stando ai bollettini medici, il tumore dal collo si è propagato in tempi rapidissimi fino al cervello. Fumatore incallito, Eddie era convinto che il cancro gli fosse venuto per l’abitudine di tenere il plettro di metallo in bocca.

Una vita in nome del rock

Edward Lodewijk van Halen, olandese naturalizzato statunitense, era nato a Nimega il 26 gennaio 1955 e ha scritto la storia del rock, posizionandosi per decenni ai vertici delle classifiche dei migliori chitarristi, per tecnica, passione, creatività. Per la rivista specializzata Guitar World, van Halen è al primo posto, tanto per fare un esempio. Chiunque si avvicini alla chitarra elettrica – a prescindere dal genere o dai gusti -, prima o poi si innamorerà dei suoi assoli così originali e delle sue scale e progressioni imprevedibili. Cresciuto come si suol dire a pane e musica – era figlio del sassofonista e clarinettista jazz nato e cresciuto ad Amsterdam, Jan van Halen -, Eddie all’età di 7 anni ha lasciato l’Olanda per trasferirsi con l’intera famiglia a Pasadena, in California. Appassionato di musica fin da piccolo, suona prima il pianoforte passando poi alla batteria, fino al giorno in cui il fratello Alex gli presta la sua chitarra: a 12 anni Eddie trova la sua strada. Nel 1972 Eddie e Alex formano i Van Halen con il bassista Michael Anthony e il cantante David Lee Roth. Di lì in poi è leggenda. Il primo album, che porta semplicemente il loro nome, esce nel 1978 arrivando al 19 esimo posto della classifica di Billboard. Resterà, nel corso degli anni, uno dei migliori debutti in assoluto nella storia del rock, e contiene capolavori come “Runnin’ with the devil”, la già citata cover dei Kinks ed “Eruption“, il brano strumentale con cui Eddie mette nero su nero (quello del vinile) il suo talento unico. Negli anni ’80 la consacrazione mondiale con decine di milioni di copie vendute, tour spettacolari e il disco “1984“, che contiene hit senza tempo come “Jump“, prima in classifica in tutto il mondo, “Panama” e “Hot for teacher”.

Eddie ha suonato fino all’ultimo, fino a quando ha potuto, poi in sole 72 ore le metastasi hanno fermato le sue dita. Anche se continueremo a sentirle all’opera per sempre.

Ludovica Colli

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