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Milano, 8 lug – Milano riabbraccia gli Alpini, due mesi dopo la grande adunata nazionale, la 92esima, che il 12 maggio scorso ha portato 80mila Penne nere a sfilare all’ombra della Madonnina, coinvolgendo in una bellissima festa 500mila persone. L’occasione è quella del centenario dell’Associazione Nazionale Alpini, costituitasi l’8 luglio 1919 presso l’Associazione Geometri di Milano per iniziativa di alcune decine di reduci della Grande Guerra. L’idea è quella di non disperdere quello straordinario patrimonio umano ed etico, oltre che militare, che si era formato durante il primo conflitto mondiale sulle montagne orientali, dove il fato si fece storia e dove il sacrificio si fece gloria italiana.

Da allora gli Alpini divennero un simbolo di valore, fierezza, umanità, generosità, un baluardo di identità nazionale. In guerra e in pace, quando c’era da prendere le armi e quando c’era da essere semplicemente, autenticamente, lungi da facili autodefinizioni, Fratelli d’Italia. Fu così all’indomani del terremoto del Friuli, nel maggio del 1976, quando migliaia di loro corsero in aiuto delle popolazioni colpite dal sisma, realizzando uno straordinario progetto che prevedeva operazioni di soccorso e ricostruzione. Quello slancio, in assenza di una forma organizzata di protezione civile di Stato, fu premiato con il conferimento all’Ana della medaglia d’oro al valor civile. Un decennio dopo nacque ufficialmente la protezione civile degli Alpini, che anche recentemente ha dato prove straordinarie a sostegno degli italiani di Abruzzo, Marche, Lazio, Umbria, colpiti dalle calamità naturali.

Nostri eroi

Ecco, a loro Milano oggi rende ancora omaggio. In mattinata si è svolta la deposizione di una corona di fiori in onore dei caduti alla basilica di Sant’Ambrogio, quindi un convegno dedicato alla storia dell’Associazione al Teatro Dal Veme. Nel pomeriggio la sfilata partita da piazza San Babila, che percorrendo corso Vittorio Emanuele, ha raggiunto Piazza Duomo e la Galleria, dove si è tenuto il varo della targa per il centenario.

Milano abbraccia e riabbraccia gli Alpini, dunque. Sì, era, è e sarà sempre doveroso. E salutare. Servirà anche per ricordare a molti, nel delirio del nostro tempo, come quegli uomini i confini della nostra Nazione li conquistarono, li riconquistarono e li difesero (dallo straniero, se è lecito rammentarlo). Loro sì, sono emblema supremo di umanità e solidarietà. Loro sì sono i nostri eroi. Qualcun altro si tenga pure le proprie “eroine”.

Fabio Pasini

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