Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 11 mag – Finalmente una bella festa, finalmente un’invasione gradita. Milano in questo fine settimana abbraccia gli Alpini arrivati in città per celebrare il centenario della fondazione della loro Associazione Nazionale. Ah, quante cose accaddero nel 1919! Era l’anno successivo la fine della Grande Guerra, ma l’Italia, vittoriosa ma ferita e mutilata, ardeva ancora per un presente complicato e un futuro tutto da scrivere. Gli Alpini, che furono grandi ed eroici protagonisti dell’aspro scontro bellico, sul Carso come sulle Dolomiti, decisero allora di riunirsi anche lontano dalle trincee per restare sempre e ovunque al servizio della Nazione. Ecco quindi che si sono ritrovati in questi giorni a Milano per la loro 92esima adunata nazionale: tre giorni di festa che culmineranno nella sfilata di domenica quando un fiume di Penne nere sfilerà all’ombra della Madonnina.

Gente che odia chi difende l’Italia

Chiunque sia degno di essere definito italiano dovrebbe dimostrarsi felice in una simile circostanza, dopo le divisive giornate di aprile. Invece non è così, perché ci sono loro, quelli che l’antifascismo lo mettono anche nel caffellatte, gente che odia l’Italia, che odia chi la difende, che odia chi preserva le propri radici e la propria identità, gente che odia, insomma. Ecco quindi che i soliti mentecatti non hanno fatto mancare l’ennesimo sfregio a chi rappresenta tanti eroi che hanno dato la vita per la Patria. Due notti fa (sì, sempre di notte…) si sono verificati due infami episodi: mani ignote hanno scritto con vernice rossa “Gli alpini stuprano” sulle vetrine dello stand “Alp shop” di piazza San Babila, colpite anche da lanci di uova, mentre altri oscuri personaggi hanno infranto quelle della sede dell’Associazione Nazionale Alpini di via Marsala.

Il caso di Trento

A Milano, dove i centri sociali, i gruppi cosiddetti antagonisti, anarchici e generici antifascisti, godono di coperture, simpatie e appoggi diretti da parte della sinistra istituzionale, gli episodi specifici contro le Penne nere non sono nuovi. Già in precedenti occasioni i rappresentanti del glorioso Corpo di montagna, erano stati presi di mira con insulti gratuiti e persino aggressioni fisiche, anche ad anziani (colpiti con sputi e spintonati), con il sostegno della delirante accusa di essere “stupratori”. Tutto ciò si è vissuto anche a Trento un anno fa; lì per accogliere l’adunata i compagni produssero un comunicato (preceduto dal rogo di diverse bandiere italiane) che già dal titolo era tutto un programma: Trento… il Tricolore ingoiatelo!. Il testo conteneva frasi tipo “Che l’accoglienza sia calorosa a questo branco di assassini” e altri ignobili deliri come il rimprovero per aver partecipato alle campagne “conquistatorie” (sic!) volute dal fascismo, cui furono fedeli. Ecco, che poi siamo sempre lì, non ci facciano caso gli amici Alpini: in nome dell’antifascismo qualunque porcheria è ammessa, oggi come ieri.

Fabio Pasini

3 Commenti

Commenta