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Gerusalemme, 19 mag. – Il presidente palestinese Abu Mazen ha annunciato la fine di tutti gli accordi con Israele e gli Stati Uniti e ha affermato che lo Stato ebraico, come potenza occupante, è responsabile dei territori che occupa nel territorio della Palestina. L’annuncio arriva proprio mentre sale la tensione nella regione, dopo che il governo israeliano ha annunciato l’intenzione di annettersi parte del territorio occupato della Cisgiordania, in esecuzione del piano di pace proposto dal presidente Usa Donald Trump a gennaio. “L’Organizzazione per la liberazione della Palestina e lo Stato della Palestina sono da oggi esentati da tutti gli accordi e le intese con i governi americano e israeliano e da tutti gli obblighi ivi previsti, compresi quelli di sicurezza”, si legge nella dichiarazione del presidente, pubblicato dall’agenzia dell’Anp Wafa.

Il presidente dell’Anp rifiuta il piano Usa: “Sì a due Stati con una terza parte ai confini”

Abu Mazen esorta Israele ad assumersi i propri obblighi in quanto potenza occupante “con tutte le conseguenze e le ripercussioni basate sul diritto internazionale e umanitario, in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra“. Questione che riguarda, aggiunge il presidente palestinese, le responsabilità per la sicurezza della popolazione civile nei territori occupati e delle sue proprietà, il divieto di punizioni collettive, del furto di risorse, dell’annessione di terra e di trasferimenti di popolazione dall’occupante agli occupati, che “costituiscono gravi violazioni e crimini di guerra“. Il presidente palestinese ha ribadito il netto rifiuto della proposta di pace statunitense e condannato la decisione dell’amministrazione Trump di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme e riconoscere la città come capitale di Israele. Per contro Abu Mazen ha rinnovato il suo appoggio a uno Stato indipendente, contiguo e sovrano nelle frontiere del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, e “una pace giusta e completa basata nella soluzione dei due Stati”. L’Anp “ribadisce la sua disponibilità a risolvere il conflitto con Israele sulla base della decisione di creare due Stati con la presenza di una terza parte ai confini tra i due Stati“.

Ludovica Colli

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