Palermo, 30 mag – Ufficialmente gli sbarchi di immigrati sulle coste italiane sono in netta diminuzione, i dati ufficiali parlano di un calo vinco all’80% nei primi mesi del 2018, rispetto allo scorso anno. Tuttavia, stando alle notizie diffuse negli ultimi giorni, la situazione potrebbe presto essere ribaltata. La rotta tunisina e quella libica si sono infatti riaperte e lunedì oltre mille persone sono sbarcate tra Palermo e Messina, che si aggiungono a quelle sbarcate nei giorni precedenti.
Nel caso degli immigrati arrivati al porto di Palermo, erano i 600 soccorsi in un naufragio avvenuto nel canale di Sicilia, trasportati dalla nave militare Spagnola Numancia. Nessuno ha avuto bisogno di ricoveri ospedalieri. Solo ad alcune delle persone a bordo è stata riscontrata la scabbia. Gli immigrati sbarcati a Messina, 461 tra cui 103 minori non accompagnati, 14 bambini e un neonato, erano stati soccorsi nei giorni scorsi al largo della Libia. Tra loro anche un cittadino sudanese, Suliman Yossif Mohammad, che ha tentato di ritornare in Italia nonostante destinatario di un decreto di espulsione e che è stato subito arrestato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Messina
Qualche giorno prima, al porto di Augusta, erano sbarcati in 721, a Catania in 300, sabato 300 a Pozzallo, 114 a Porto Empedocle. A soccorrere i vari naufraghi le navi della Marina, della Guardia costiera e della Ong Sos Mediterranee, che si sono poi dirette verso i porti siciliani.
Complici il bel tempo e il mare calmo, gli scafisti sono tornati a operare quasi indisturbati, dalla Libia e dalla Tunisia, facendo alzare l’asticella dell’emergenza ai livelli dello scorso anno. Una situazione che preoccupa il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che vede sul suo territorio uno degli hotspot più importanti, quasi al collasso. Ammatuna ha lanciato l’allarme: “Il rischio che avevamo denunciato per tempo sta verificandosi come previsto, con la chiusura del centro di Lampedusa la situazione è diventata più problematica”.
Anna Pedri

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