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Pisa, 4 mar – Se non sei in grado di svolgere un compito, non sei tu a dover migliorare, è il “sistema” che deve adeguarsi alla tua mancanza, e se ciò non avviene sei libera di definirlo sessista/patriarcale/discriminatorio. Si è quindi subito gridato al sessismo nel comune di Pisa, dove solo il 12,5% delle aspiranti vigilesse ha superato le prove atletiche previste durante il concorso per assunzione di tre vigili urbani. I test fisici sarebbero quindi risultati inaffrontabili da quasi 9 candidate su 10: una media desolante se pensiamo che si tratta di un reclutamento in una forza di polizia, dove è richiesta anche una buona dose forza fisica per affrontare le più disparate situazioni. O forse le esaminande speravano di passare il loro tempo nella Municipale timbrando fogli e firmando multe per divieti di sosta?

“E’ sessismo!”

Una delle aspiranti vigilesse, il cui sogno di carriera è stato stroncato dalla mancanza di fiato, si è così sfogata ai microfoni de Il Tirreno: «Questa modalità di selezione discrimina fortemente le candidate di sesso femminile ed è un inutile criterio per valutare i partecipanti». Eccola lì. Oppure semplicemente le candidate avrebbero fatto bene a prepararsi in vista delle prove fisiche? Ma in che cosa consistono questi test per i quali, a detta delle aspiranti reclute, è necessario un dispendio di forza erculea? Sollevamenti alla sbarra e percorsi a tempo, calibrate sul sesso dei candidati – perché ovviamente alle donne è richiesto uno sforzo fisico più contenuto.

Il parere di chi ha superato il test

Di parere opposto alle escluse, sono ovviamente coloro che hanno passato il test: «Non sono un’atleta, né ho una preparazione fisica particolare – evidenzia una delle tre “vincitrici” intervistate da Il Tirreno – Sono stati giustamente previsti parametri di valutazione differenti tra uomini e donne e per superare le prove erano necessarie solo volontà e determinazione. È quindi ingiusta l’accusa di discriminazione verso le donne». «Anzi – prosegue – i requisiti richiesti dal concorso tutelano le donne. Tutti pensano che gli agenti di polizia municipale siano semplici dipendenti comunali o addetti a regolare il traffico e a fare le multe, ma non è così. Il moderno vigile ha tante competenze ed ha anche funzioni di polizia giudiziaria. In città complesse, come ad esempio Pisa, i vigili urbani sono impegnati anche in attività rischiose in cui può risultare fondamentale una determinata preparazione, anche fisica». E conclude: «gli uomini, a differenza delle donne, sono per natura più capaci di affrontare situazioni pericolose. Chiedere quindi determinati requisiti fisici può essere un fattore di tutela personale per le future vigilesse che saranno impiegate in situazioni che potrebbero risultare o trasformarsi in pericolose». Come cambia la prospettiva se si da la parola a chi non è abituato a piangersi addosso.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Praticamente in quegli ambienti sono tutte raccomandate, i concorsi sono già tutti programmati, la cosa non è nuova purtroppo e le scuse ovviamente sono troppe perché vorrebbero fare lavoro da ufficio comunale cioè nulla.

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