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Roma, 13 lug – In Italia ci sono quasi 5 milioni di poveri, raggruppati in 1 milione e 619mila famiglie. Pio meno il quadruplo di dieci anni fa, quando i poveri erano 1,66 milioni. È come se la somma degli abitanti di Milano, Roma e Genova vivesse in povertà assoluta. Dati in linea con quelli dello scorso anno, è vero, ma che sono comunque drammatici e preoccupanti. Perché 1 milione e 292mila bambini non può permettersi beni primari. Sono cifre pesanti quelle che escono dal rapporto Istat sulla povertà in Italia, che restituiscono lo spaccato di un Paese che ogni giorni di più fatica ad andare avanti e non sa assicurare un futuro ai propri figli.



E se circa il 6% delle famiglie italiane è povera, un dato che conferma la tendenza degli ultimi 4 anni, sono i nuclei famigliari più numerosi quelli dove la povertà assoluta picchia più forte. Tra le famiglie che hanno 3 o più figli minori, si è passati dal 18,3% del 2015 al 26,8% del 2016. In tutto 137.771 famiglie e 814.402 persone.

Dicevamo che l’Italia ha figli poveri. E questo è il dato più drammatico del rapporto: la povertà, infatti, tra i minori è aumentata di quasi il 2% passando dal 10,9% al 12,5%. E anche tra le giovani famiglie la povertà dilaga, perché il 10% dei nuclei con un capofamiglia che ha meno di 35 anni è povero, contro il 3,9% delle famiglie con un capofamiglia con più di 64 anni.

A raccontare qualcosa in più sulla diffusione della povertà assoluta in Italia è la posizione professionale delle persone di riferimento: le famiglie di operai povere sono il doppio della media nazionale. E più è alto il titolo di studio conseguito, più è basso l’indice di povertà: l’8,2% degli italiani con la sola licenza elementare è povero, percentuale che si dimezza tra i diplomati.

 

 

 

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