Bergamo, 30 gen – Si scrive “corso di educazione affettiva per bambini delle elementari” ma si legge “lezioni di teoria gender e pratiche sessuali“. E’ il progetto presentato due giorni fa all’Istituto Comprensivo “Gabriele Camozzi” di Bergamo dall’esperta in educazione sessuale F. B. di un noto consultorio familiare diocesano orobico. E si tratta di una recidiva: già nel 2018, all’Istituto Comprensivo “Alda Merini” Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, F.B. aveva presentato ai genitori il medesimo progetto. Il corso era stato “venduto” come «un percorso incentrato sull’affettività dei bambini: la loro relazione con i compagni e la gestione dei conflitti, la conoscenza del proprio corpo e delle emozioni ad esso legate», riporta uno dei genitori degli alunni dell’Istituto Merini. Argomenti innocenti, contro i quali nessun genitore aveva sollevato obiezioni.

L’imbarazzo dei bambini

Ma al termine della prima lezione i genitori hanno subito notato delle reazioni di disagio e imbarazzo nei propri bambini, di età compresa tra i 9 e i 10 anni, scoprendo che in classe si era parlato di sesso orale, masturbazione, uso del preservativo per evitare il concepimento, identità di genere, omosessualità. In particolar modo le spiegazioni su cosa fosse il sesso orale avevano provocato un grande malessere nei piccoli. Elena Pisani, portavoce della sezione bergamasca di Generazione Famiglia, ha dichiarato che «tutto questo è stato spiegato con un linguaggio così esplicito da imbarazzare diversi bambini che non hanno voluto parlare con i genitori. Ora alcune famiglie chiedono di essere tempestivamente informate sui corsi destinati ai loro figli riguardanti tematiche sensibili e intime, come da Nota Miur 19534 del 20 novembre 2018, che introduce importanti modifiche sul consenso informato. Vigileremo affinché venga rispettata la libertà educativa della famiglia». Nulla di nuovo quindi sul fronte dell’offensiva “gender”, sferrata quotidianamente su più fronti (ricordiamo le lezioni lgbt di Vladimir Luxuria nel programma Rai Alla Lavagna) e sempre ai danni dei piccini; piuttosto è preoccupante come il progetto sia portato avanti da un consultorio diocesano, da cui ci si aspetterebbe ben altro atteggiamento educativo.

Aldo Milesi

4 Commenti

  1. Questa non è educazione sessuale, e affettiva, ma educazione alla perversione. Nel nome di Cristo, Dio maledica chi lo fa, amen. [questa affermazione è secondo le regole date dal Cristo stesso nel Vangelo]

  2. Ma chi ha deciso questa ignominia ha mai letto il Vangelo ? “…. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. 6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare….” Carlo D. A.

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