Bergamo, 11 gennaio – Prima o poi qualcuno dovrà regalare una corona di fiori all’Anpi e alle varie realtà antifasciste, per l’ostinazione con cui seguitano a propagandare gratuitamente le attività di Altaforte e CasaPound. Più invocano misure talebane contro la cultura, per l’annullamento degli spazi e i bavagli all’informazione, più i riflettori si accendono sopra dette realtà aumentando a dismisura consenso, interesse e bacino d’utenza. Grazie di cuore.



Sala gremita (anche stavolta)

A riprova di ciò la sala conferenze de La Cannoniera che, nella serata di ieri, ha ospitato la presentazione del libro I Segreti del Calciomercato a firma del volto televisivo di Mediaset Paolo Bargiggia era gremita di persone. Nonostante gli attacchi dell’Anpi l’evento si è regolarmente tenuto ed il giornalista sportivo, accompagnato dalle domande di Lorenzo Cafarchio, ha raccontato alla platea gli aneddoti e le curiosità della sua, quasi, trentennale carriera. 

Quando si sveglia l’Anpi fa solo danni (a sé stessa) 

Il “drappo rosso” che ha risvegliato la psicosi partigiana è stata la location della presentazione, inizialmente prevista all’ex sala consiliare di via Tasso, intitolata all’antifascista Ferruccio Galmozzi. La procedura per l’assegnazione della sala non era però stata completata, e gli organizzatori di CasaPound Bergamo avevano così deciso di spostare la conferenza alla sede orobica del movimento, in via Nazario Sauro, rendendolo peraltro noto sui propri canali. Nessun mistero. Ma i vecchietti dell’Anpi si sono sono svegliati lo stesso – due giorni dopo – per “buttare tutto in caciara”, come dicono a Roma. Una questione di principio, dicono. E così sono corsi a piangere tra le braccia del sindaco Gori, presentando una missiva di denuncia del fatto (che non sussisteva più). «Chiediamo con forza che la richiesta sia respinta o che l’autorizzazione sia revocata», tuonava la nota, a firma della sezione Eugenio Bruni Bergamo Città dell’Associazione Partigiani di cui il presidente è Dario Cangelli, che – guarda caso – è anche dipendente comunale ai servizi culturali.

Bargiggia: “Mafia ideologica”

La tardiva denuncia dei “partigiani” è bastata a far scoppiare il caso mediatico. Articoli sui giornali, decine di tweet e retweet indignati o a favore da e sul profilo di Bargiggia.  «Sono i classici strumenti di una mafia o una camorra ideologica che usa l’ideologia come un manganello di oppressione per tappare la bocca, ridurre l’esercizio della democrazia e perseguire reati di opinione. Pratiche del genere sono degne di un regime, di un Paese totalitario», dichiara Bargiggia a Libero. E poi la bacchettata a Giorgio Gori: «Non pensavo che un uomo tutto ciuffo e cachemire, che si atteggia a imprenditore illuminato, potesse cedere a questa forma di oscurantismo». E conclude: «Non so se fosse a conoscenza della situazione, ma sarebbe assurdo se un politico prendesse ordini da associazioni anacronistiche».

Le voci da Palazzo Frizzoni

E il primo cittadino di Bergamo? Non pervenuto. Al suo posto parla l’assessore Giacomo Angeloni: «La richiesta della sala da parte di Altaforte era stata accettata perché i moduli che contengono dichiarazioni di lontananza dal fascismo erano stati sottoscritti. A quel punto erano in regola per affittare la sala. La concessione degli spazi non è a discrezione della politica, sarebbe abuso di potere». Ma dalla sede di CasaPound Bergamo fanno sapere che nessuna “dichiarazione di antifascismo” era stata firmata. Mistero. In ogni caso, la prenotazione della sala era saltata per un disguido riguardo il pagamento dell’affitto-sala. «Condivido i moniti sui nuovi fascismi, ma l’Anpi sapeva da due giorni che la questione era già risolta — aggiunge l’assessore Angeloni —. In questo modo si è fatta pubblicità a questo evento». Se lo fanno dire persino da quelli del Pd.

Altaforte: all’Anpi rispondiamo con il tutto esaurito

“All’inutile starnazzare dell’Anpi – si legge in una nota diffusa da Altaforte Edizioni – che ha dichiarato ‘ciò che conta è negare a queste organizzazioni proprio l’aria da respirare e quindi l’uso di ogni possibile spazio pubblico’, noi rispondiamo con il tutto esaurito alle nostre conferenze. Un simile tentativo di boicottaggio era già avvenuto qualche mese fa in occasione della presentazione del libro Inferno Spa di Francesca Totolo, il tutto con i soliti metodi intimidatori in stile mafioso: mail bombing ed ingiurie alla sede presso cui era stata programmata la conferenza”. Prosegue la nota: “Un vero e proprio controsenso per chi si profetizza paladino della democrazia, ma che poi di fatto, coi loro atteggiamenti, viola palesemente la Costituzione scontrandosi coi principi dell’Art.21 inerente la libertà di pensiero”.

Pluralità contro talebanesimo

“Nel corso della serata – continua – sono stati messi in luce diversi retroscena riguardanti le trattative di calciomercato che Bargiggia ha seguito da vicino. E se gli attivisti dell’Anpi avessero letto il volume avrebbero scoperto che la prefazione è a cura del bergamasco Xavier Jacobelli. Penna tutt’altro che sovranista. Quindi da una parte abbiamo la pluralità d’idee e di confronto dall’altra l’Isis ideologico in salsa partigiana“. Conclude Altaforte: “I tanti interventi del pubblico presente hanno trovato nell’autore un anfitrione del calcio che si è prestato al dibattito dando vita ad un confronto molto stimolante. Per questo motivo nei prossimi mesi verranno annunciate nuove conferenze a Bergamo con buona pace dell’Anpi”.

Cristina Gauri

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