Napoli, 16 gen – Gino Sorbillo il pizzaiolo napoletano famoso nel mondo il cui ristorante nel centro storico della città partenopea è stato preso di mira da degli sconosciuti con una bomba carta, prova a capire chi possa essere stato il mandante di questo attacco.

E si risponde  attribuendo questo gesto ai “razzisti” che non avrebbero preso bene un suo post su Facebook contro gli insulti rivolti al giocatore del Napoli Koulibaly in occasione della partita Inter-Napoli.
Il ristoratore partenopeo si era infatti dipinto il volto di nero per esprimere solidarietà al calciatore senegalese.

“A questo punto non posso escludere che possa trattarsi di qualcuno che non ha gradito questa mia posizione – dice raggiunto telefonicamente dai giornalisti de Il Mattino di Napoli – all’indomani di quei post ho ricevuto minacce quindi la inserisco tra le ipotesi di questo attentato”.
Su Facebook Sorbillo, che ha anche diversi locali a Milano e a New York, esprime il suo pieno rammarico per la situazione.

Ricorda il primo “attentato” di anni fa: “Non ho nemici conclamati: anche l’incendio che ha distrutto il mio locale 5 anni fa è arrivato all’improvviso. E non si è mai saputo il colpevole” e puntualizza su quest’ultimo: “Non escludo che sia qualcuno dell’ambiente degli stadi, perché io qualche settimana fa mi sono schierato contro il razzismo e la violenza nel calcio e tante persone hanno colto l’occasione per offendermi.
Magari è un episodio collegato a quello“.

Ma il giovane imprenditore non demorde: “Non fermeranno né me né i miei colleghi: mi hanno già chiamato in tanti, dal questore al sindaco, da Cracco a Oldani”.
E conclude con una note di colore partenopeo “Domani si festeggia il protettore dei pizzaioli, Sant’Antonio, nonostante questa ferita”.

Ilaria Paoletti

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Commenti

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1 commento

  1. La metodologia mi pare più prossima a quella della camorra, che non di fantomatici razzisti: le bombe non le piazza più da quarant’anni neppure il Ku Klux Klan dell’Alabama.

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