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Verona. 31 mar – Romeo e Giuletta hanno archiviato la luna di miele e a Verona va in scena lo scontro di governo. Il ring prevedeva una tre giorni di attacchi reciproci tra partecipanti al congresso delle famiglie e contestatori smodati, cattolici intransigenti contro l’arcobaleno oltranzista di sinistra. Alla fine però ha prevalso una frattura in seno alla maggioranza gialloverde, su certi temi del tutto evidente fin dai primi abbracci. L’iniziale gelo ha generato un’infuocato battibecco, che rischia di incrinare i rapporti già tesi tra Lega e M5S.

“A Verona ci sono dei fanatici”, ha detto senza mezzi termini Luigi Di Maio. Il leader pentastellato ha poi criticato fortemente il congresso organizzato nella città veneta: “Si parla tanto di famiglia in questi giorni voglio dirlo chiaramente: noi teniamo tanto alla famiglia e siamo molto preoccupati per il fatto che l’Italia sia l’ultimo Paese a fare figli in Europa, ma mentre a Verona si sta affrontando questo tema con l’odio verso il prossimo, con le discriminazioni e dicendo che la donna se ne deve stare chiusa in casa ad allevare i figli, noi qui guardiamo al futuro”.

Matteo Salvini, da parte sua, non ha evitato di lanciare frecciate al M5S: “A qualche collega distratto di governo che pensa che qui dentro si guardi indietro dico che qui si prepara il futuro e se questo significa essere sfigato”, io allora “sono orgoglioso di essere sfigato”. Nel frattempo il sottosegretario M5S alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora, ha tentato di affossare l’alleanza di governo, a suo avviso non replicabile perché “rispetto alla Lega abbiamo soprattutto un’idea di società, di Italia, molto diversa”. Secondo Spadafora “a Verona si sta parlando di tesi che poi non diventeranno mai azione di governo. Quello di Verona è un messaggio che alimenta paura, anche malcontento nel Paese”.

Salvini vs Conte

La risposta del vicepremier leghista non si è fatta attendere: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, perché ci sono trentamila famiglie che aspettano”. Sul tema è arrivata l’inedita presa di posizione del premier Giuseppe Conte, che si è schierato apertamente con i Cinque Stelle e ha detto a Salvini di “studiare prima di parlare” perché la delega sulle adozioni è del ministro leghista della famiglia Lorenzo Fontana.

Stando poi a quanto riportato dal Corriere della Sera, il ministro dell’Interno non ha preso affatto bene le parole di Conte, allineatosi al M5S: “Ha perduto anche le parvenze di equidistanza tra noi e loro”. E’ forse la prima volta che premier e vicepremier arrivano a scontrarsi così apertamente.

Eugenio Palazzini

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7 Commenti

  1. Conte si è montato la testa; non lo ha eletto nessuno nè rappresenta nessuno.Eppure fà il globalista antifamiglia italiana protetta dalla costituzione e fà il sorosiano.Aveva detto che era l’avvocato degli italiani.Non è che stà diventando l’avvocato dei poteri occulti stranieri che si sono comperati il paese e vogliono cancellare ogni identità famigliare,religiosa, nazionale e sessuale per controllarci e schiavizzarci sin da bambini?

  2. E’ normale che Spadafora e Di Maio sono contro la famiglia tradizionale.Sgarbi ha riferito che sono fidanzati e Spatafora,assistente in precedenza del gay Pecoraro Scanio, è andato di recente alla manifestazione arcigay di Pompei.Secondo un articolo su affariitaliani.it,”Spadafora, …che molti hanno definito un personaggio di spicco di una lobby gay molto influente all’interno del m5s, avrebbe dovuto essere ministro del governo giallo-verde, ma all’ultimo momento è stato silurato per via della sua amicizia con Angelo Balducci, quello della “cricca” finito per giunta nei guai per questioni di prostituzione maschile in Vaticano.
    Di Maio pensa di recuperare voti posizionandosi contro la famiglia ma dato che gli italiani alla famiglia generalmente tengono, il futuro declino del m5s è oramai ovvio e irreversibile.La domanda che mi pongo sempre è ; ma gli antifamiglia che famiglia hanno avuto per avversarla in questo modo?

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