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Bruxelles, 29 gen – “Alla mezzanotte di questo venerdì passiamo il punto di non ritorno. Per noi è probabilmente la cosa più importante da quando Enrico VIII ha portato il Paese fuori dalla Chiesa di Roma. Un momento significativo”. Così il leader del Brexit Party, l’eurodeputato Nigel Farage, commenta la Brexit in conferenza stampa al Parlamento europeo in vista del voto dell’Eurocamera di oggi pomeriggio sull’uscita del Regno Unito dalla Ue. Quanto al referendum del 2016 (con cui i britannici hanno votato sì alla Brexit) sottolinea: “E’ stato un esercizio di democrazia diretta” in quanto “alla gente è stato chiesto di prendere una decisione grande e fondamentale molto chiara: il tuo voto sarà rispettato e attuato, non potrebbe essere più chiaro”.

“Italia uno dei prossimi candidati all’uscita dalla Ue”

Poi Farage spiega che, insieme alla Polonia e alla Danimarca, l’Italia è uno dei prossimi candidati all’uscita dalla Ue: “La prossima crisi bancaria o dell’euro che arriverà, e arriverà”, perché “i numeri oggi sono molto peggiori”, semplicemente “sarà troppo da sopportare per gli italiani“, profetizza il politico britannico. “Perché se ci pensate – sottolinea – ciò che ha portato a quel grosso problema creditizio era dovuto al debito a livello nazionale o aziendale e a livello individuale. Guardate bene i numeri ora, sono molto peggio di prima”.

Il leader del Brexit Party loda il M5S delle origini: “Triste vedere che cosa sono oggi i 5 Stelle”

Il leader del Brexit Party infine spende parole di apprezzamento per i padri del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. “Lui e Beppe – afferma Farage – hanno mostrato un nuovo modo di fare politica. Una delle cose che ho fatto con il Brexit Party è stata tentare di modellare un poco il partito sulla base di quello che avevano fatto quei due”. “Il fatto che online puoi comunicare direttamente con i membri e con i sostenitori, sondare le loro opinioni… penso che quello che hanno fatto in Italia sia geniale“. Ecco perché, conclude, “è un po’ triste vedere che cosa sono oggi i 5 Stelle“.

Adolfo Spezzaferro

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