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Prato, 29 gen – Una classe di scuola media in ostaggio di una professoressa wannabe partigiana. Succede a Prato, dove un’insegnante avrebbe minacciato ritorsioni nelle valutazioni dei singoli alunni se questi non avessero imparato Bella Ciao. “Se non canti Bella Ciao, vuol dire che sei fascista e ti metto un brutto voto”. Così avrebbe intimidito i suoi scolari che, spaventati dalle conseguenze di un eventuale rifiuto, si sono affrettati a mandare a memoria l’inno della resistenza partigiana.

Terrorismo psicologico

Politicizzare le giovani menti con il ricatto e il terrorismo psicologico: sembrerebbe un metodo da regime totalitario, così in contrasto con quegli alti valori democratici di cui i cantori di Bella Ciao vorrebbero farsi portavoce. Ma non è finita qui. Sembra che la professoressa avrebbe deciso di marchiare con la lettera scarlatta di “fascista” chiunque non avesse svolto il “compitino” di impararsi la canzone.

La denuncia della Lega

A denunciare l’accaduto è stata la Lega Prato che, come riporta il sito d’informazione GoNews.it, ha diffuso la segnalazione di un genitore il quale riferiva della presunta intimidazione della prof rossa. “Abbiamo letto con molta preoccupazione la richiesta d’aiuto di un genitore di un bambino di seconda media: questi denunciava ieri sul suo profilo Facebook che la professoressa di Italiano avrebbe minacciato gli alunni di una classe di seconda media di cantare Bella ciao, pena un brutto voto – si legge nella nota diffusa dal gruppo consiliare Lega Prato – L’insegnante avrebbe anche detto agli alunni che se non avessero intonato Bella ciao sarebbero stati dei ‘fascisti’. Speriamo si sia trattato di un frainteso, perché altrimenti sarebbe un fatto gravissimo: tanto più apostrofando come ‘fascisti’ dei bambini ‘colpevoli’ di non aver imparato una canzone. Per questo chiediamo lumi alla presidenza della scuola media interessata. Pretendiamo quindi chiarezza – conclude la nota – questi sarebbero metodi inaccettabili, trattandosi eventualmente di una educatrice che si rivolge a minori con pregiudizio e minacce”.

Cristina Gauri

7 Commenti

  1. È inaccettabile una cosa simile, i genitori dovrebbero andare a scuola e chiedere spiegazioni all’insegnante, le canzoni “politicizzate” non dovrebbero prender parte alla vita scolastica dei ragazzi, men che meno sotto imposizione, e men che meno le canzoni che ricordano i traditori assassini!

  2. Ricapitolando , nelle scuole non si può , per non offendere NONSISACHI’

    Fare il presepe
    Cantare canzoni Natalizie
    Esporre il Crocefisso
    Fare l’ Albero di Natale
    A mensa mangiare la SANISSIMA ed ITALIANISSIMA carne di maiale (vedi Prosciutto Crudo …)

    Ma si DEVE cantare una canzoncina un pò scema come Bellaciao ?????? (simil BellaZio)
    scema per la “musica” stile Casadei , ed il testo da “sotto la doccia mi sciacquo le palle” ……

    Mi chiedo da anni , perchè la più brutta canzone partigiana sia così famosa ; forse proprio per
    l’ orecchiabilità Sanremese ……

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